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lunedì 16 gennaio 2017

Disoccupazione agricola 2017 (riferita all'anno lavorativo 2016)


La domanda di disoccupazione agricola 2017 per l’anno di competenza 2016 deve essere presentata entro il 31 marzo 2017.
La disoccupazione agricola viene erogata dall’INPS in un’unica soluzione dopo aver accettato l’istanza presentata entro i termini.
La richiesta deve essere effettuata, per via telematica utilizzando il modulo compilabile online accessibile mediante i Servizi telematici con PIN dispositivo Inps.
Per i lavoratori che non possiedono il Pin, la domanda può essere presentata mediante Numero Verde INPS, numero 803164 da fisso oppure allo 06164164 se da cellulare, oppure, mediante Caf e Patronati, associazioni di categoria o professionisti autorizzati all'invio telematico INPS delle domande di prestazione a sostegno del reddito.
L’indennità è pari al 40% della retribuzione di riferimento, da tale importo deve essere detratta la trattenuta del 9% per ogni giornata di indennità di disoccupazione quale contributo di solidarietà per un massimo di 150 giorni
e viene erogata su conto corrente bancario o postale, libretto postale, INPS Card, qualsiasi carta che abbia un IBAN.



mercoledì 21 marzo 2012

19 Marzo 2012 - FLAI CGIL REPLICA A BOERI SU INDENNITA’ DISOCCUPAZIONE AGRICOLA



(AGENPARL) - Roma, 19 mar - “È una gran brutta cosa parlare ignorando situazioni e realtà del settore agricolo. Dalle notizie che si hanno al momento l’indennità di disoccupazione agricola sembra che rimarrà invariata e questo è un bene perché, come conferma lo stesso Boeri, si tratta di uno strumento di integrazione al reddito, calcolato in base alle giornate lavorate nell’anno precedente”. Lo dichiara in una nota Stefania Crogi, Segretario Generale Flai Cgil. “Cioè uno strumento – e questo Boeri sembra ignoralo – pensato proprio per il settore agricolo, nel quale strutturalmente ci sono periodi di inattività e quindi con forte stagionalità. Uno strumento senza il quale ci sarebbe una vera e propria fuga dalle campagne”. Inoltre, prosegue Stefania Crogi, “è evidente che si tratta di uno strumento agito in una sfera di grande precarietà e riferito a lavoratori e lavoratrici, che ancora oggi, svolgono un lavoro estremamente faticoso, e spesso lo fanno in condizioni di sottosalario, di sfruttamento, di vera schiavitù, basti pensare alle condizioni in cui vengono fatti lavorare gli immigrati”. “Allora – conclude il Segretario Generale della Flai Cgil - dovremo farla finita di svolgere un ruolo di liberi pensatori e di opinionisti in libertà. Anche perché il confronto in atto sulla riforma del mercato del lavoro è delicato e importantissimo, ed è necessario lasciarlo svolgere a chi è deputato a farlo, come stanno facendo anche in queste ore i sindacati. Per questo dico: caro Boeri fai una riflessione in più e una dichiarazione in meno, e comunque con un approfondimento maggiore dell’argomento".