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lunedì 8 maggio 2017

Lettera aperta a tutti i lavoratori e richiesta di incontro

riceviamo e pubblichiamo

Spett.le Regione Piemonte
All'assessorato all'ambiente, Urbanistica, programmazione territoriale e paesaggistica, sviluppo della montagna, Foreste, Parchi, Protezione Civile 
Assessore ALBERTO VALMAGGIA 
Al datore di lavoro Giovanni Ercole 
lettera aperta a tutti i lavoratori e richiesta di incontro 

Buongiorno Assessore e suoi collaboratori.
Da troppo tempo ormai, la Flai Cgil insieme a Fai Cisl e Uila uil del Piemonte, provano a dare risposte ai bisogni e alle necessità dei Lavoratori, vostri dipendenti, del settore Idraulico Forestale. Le nostre innumerevoli richieste di incontro, i tempi di attesa troppo lunghi, gli incontri quasi sempre privi di risposte adeguate, stanno spazientendo noi e i Lavoratori che rappresentiamo. 
Il Contratto Integrativo Regionale (CIR) è scaduto dal 2012, il comparto ha perso occupazione, si è interrotto bruscamente il percorso di stabilizzazione intrapreso negli anni precedenti e tutti i Lavoratori si sentono più precari. Ai Lavoratori per un certo periodo sono state garantite meno giornate di quelle previste nel vecchio CIR, ma almeno questa cosa con fatica si è risolta. Pur comprendendo, le difficoltà economiche che ha avuto la Regione Piemonte negli ultimi anni, si incomincia a vedere un miglioramento. 
Anche questo settore deve rivedere degli investimenti, la tutela boschiva, la messa in sicurezza del territorio è ormai affidata a pochi e a volte male attrezzati addetti. Nell'ultimo incontro, avvenuto il 15 marzo 2017 ci eravamo lasciati con l'impegno di rivederci dopo Pasqua, serviva da parte della Regione Piemonte una verifica rispetto agli investimenti triennali. A oggi nonostante i diversi solleciti telefonici, tutto tace. Le nostre richieste erano, sottoscrizione di un nuovo Contratto Integrativo, con nuove assunzioni, stabilizzazione congrua dei lavoratori con contratto stagionale, aumento salariale. 
Chiediamo all'assessore Valmaggia, di fissare subito una data, come abbiamo già ribadito nei precedenti incontri, vogliamo sapere se ci sono oppure no, le condizioni per rinnovare in Contratto. Perché le strade che si prefigurano sono due, una è una trattativa veloce che porti un risultato utile, oppure ci sentiremo liberi di manifestare tutto il nostro disagio come organizzazione Sindacale, possibilmente anche con Fai Cisl e Uila Uil INSIEME A TUTTI I LAVORATORI. URGE DARE RISPOSTE AI LAVORATORI, URGE RINNOVARE IL CONTRATTO INTEGRATIVO. 
Torino. 5 maggio 2017

FLAI CGIL Torino - Agroalimentare


venerdì 22 gennaio 2016

Carissimi colleghi forestali....

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:

Carissimi colleghi forestali, mi hanno informata della bagarre suscitata dalla pubblicazione su questo blog della lettera all'assessore Valmaggia.
Ero presente quando è stata lanciata l'idea di creare questo sito per scambiare le scarse notizie relative al lavoro, ai contratti, e mi era sembrata una buona idea, ma sono vecchia abbastanza per non considerare un sito come il luogo privilegiato della comunicazione e della formazione del giudizio, conseguentemente, se mi è parsa buona cosa la pubblicazione della lettera, non ho verificato che fosse stata inserita come iniziativa della CGIL.
Dopo l'ultimo incontro dell'Osservatorio conclusosi in niente, noi del Vivaio di Albano, abbiamo cercato in tutti i modi di convocare un'assemblea unica di tutti i lavoratori della VC/BI per trovare le modalità per uscire dalla situazione di stallo in cui ci troviamo, non solo rispetto al rinnovo dei contratti, ma soprattutto rispetto alla riforma della pubblica amministrazione, che ci riporta a cinque provincie
(5 dirigenti) e un coordinatore con funzioni di datore di lavoro, più un "assistente spirituale" per i vivai, e a non sapere nemmeno con che modalità i TD verranno riassunti. Chi come me ha avuto l'avventura di aver bisogno di una firma del datore di lavoro, tra luglio e settembre, ha dovuto attendere tre mesi, perchè non si sapeva più chi firmava cosa.
Le nostre sollecitazioni ai segretari FAI e FLAI per convocare un'assemblea unica, non hanno portato a nulla, perchè nel frattempo era partito il rinnovo del CCNL degli alimentaristi, con la girandola di viaggi a Roma e assemblee locali, per cui non c'era mai il giorno giusto (la "cativa lavandera" insegna) e nel frattempo i TD rimanevano a casa.
Da qui l'iniziativa di scrivere almeno una lettera di protesta all'Assessore, e poichè nel frattempo era stata approvata la riforma degli enti locali, anche al presidente Chiamparino, e alle OOSS territoriali (intendo la Camera del lavoro ed equivalenti), perchè sono coinvolte più categorie di lavoratori. Certo, ho scritto io, con l'apporto e le correzioni dei colleghi il testo, e cosa penso lo sanno tutti, per averlo sentito  in ogni incontro e assemblea, ma è firmata da tutti: iscritti e non iscritti, perchè l'iscrizione ad un sindacato non è segno di aver rinunciato alle proprie funzioni cerebrali, ma di voler costruire solidarietà.
Da qui il tentativo di voler informare tutti, anche tramite il blog, perchè, come è facile immaginare, non è semplice raggiungere persone che non si sa dove abitano, o delle quali non si hanno i numeri di telefono, raggiungerli singolarmente, intendo.
Vorrei rassicurare la signora Piccioni, della quale apprezzo di aver firmato il testo, e soprattutto apprezzo la chiarezza del testo pubblicato sul sito della regione riguardante il lavoro degli operai forestali. Tuttavia, l'informo che ho stampato la sua arringa per rileggergliela al prossimo incontro sulla sicurezza, alla prima sparata contro qualche malcapitato che per aver chiesto informazioni è accusato di non aver voglia di lavorare, o di essere un attaccabrighe. Naturalmente il riferimento non era lei, ma le lamentele che si sentono in ogni assemblea.
Vorrei rassicurare anche il "coretto delle sue squadre a corredo" o i problematici della CISL, che non è più tempo di fare fumo o di stracciarsi le vesti, ci sono fior di professionisti nel fare questo. Quando una situazione frana,  travolge tutti, anche chi pensava di essere relativamente al sicuro.
Vorrei ricordare a tutti che <<non ci sono alternative>> era un motto di M. Tatcher, che lasciò a casa i minatori del Galles senza ammortizzatori sociali e liquidò lo stato sociale inglese, o ai più giovani, che con quella stessa motivazione ci hanno rifilato, per esempio, la legge Fornero.
Le alternative ci sono sempre, basta decidere che cosa si vuole salvare: rinunciare a qualcosa (es. premi, benefit) per tirare la coperta su tutti o il si salvi chi può?; scegliere lo schema organizzativo più garantista per tutti o rinforzare il proprio fortino perchè ci perdo nella carriera, o poi magari mi spostano o mi cambiano incarico?; difendere le aspettative dei lavoratori, o non fare mosse, perchè poi magari qualcuno si ricorda dei distacchi e dei permessi?
Svegliamoci: quando un sentiero è senza uscita, o interrotto, è superfluo disquisire su chi ha pensato di passare di lì, quello che serve è avere un orizzonte più ampio per riscoprire dove passa il sentiero giusto

Adelia Barbero



giovedì 14 gennaio 2016

Dai Colleghi Valsesia 1/3, Mezzi, Colline BI/VC, Valle Cervo 1, Valle Elvo

Gli operai forestali dell’area Biella-Vercelli dopo un confronto riguardante la lettera (da inviare o inviata) al Presidente ed all' Assessore regionale, precisano che nessuno di loro è MAI stato contattato né informato della raccolta firme di cui si parla nel blog .
Di conseguenza tale lettera non può essere definita genericamente come un'iniziativa dell’area Biella e Vercelli, ma come proveniente da singoli operatori che fanno considerazioni personali non condivise dai sottoscritti .
In particolare, riteniamo che le valutazioni sul lavoro svolto e sulla sua organizzazione, in questo periodo di incertezza, andrebbero fatte valorizzando gli aspetti positivi e non unicamente criticando.
Osservazioni parziali rischiano di essere totalmente controproducenti per noi e per il nostro futuro.
Prima di scrivere comunicati a nome e per conto della totalità degli operai sarebbe stato opportuno confrontarsi con tutti gli interessati; ancor più se l'iniziativa è intrapresa o sostenuta da un sindacato.
Non condividiamo neppure la parte riguardante l'operato del direttore dei lavori, con la quale sosteniamo l’impegno continuativo sul territorio, e tantomeno quella che indica come inutile il lavoro svolto.
A riprova di questo ci supporta l’apprezzamento delle amministrazioni comunali della Valsesia e di molti altri Comuni nei quali operano le nostre squadre.
Condividiamo però alcune delle considerazioni espresse e auspichiamo che future iniziative simili siano prima discusse, non limitandosi alle nostre province ma allargando l'analisi a tutti i colleghi , al fine di incrementare l'unione tra di noi rendendo più incisiva ogni azione.

Firrmato:
Squadre forestali: Valsesia 1- Valsesia 3 – Mezzi – Colline BI/VC -Valle Cervo 1 – Valle Elvo

sabato 2 gennaio 2016

Puntualizzazioni sulla lettera con raccolta firme

In seguito alla lettera pubblicata nel precedente post, lettera indirizzata a Presidente di Regione e Assessore con raccolta firme (sarà poi partita?) è corretto dare pari risalto, al diritto di replica, con un post, e non solo un commento.
Il dialogo e lo scambio di vedute è costruttivo, dunque non lasciamo che sia un botta e risposta tra singoli colleghi e DL, i commenti sono aperti a tutti.

Come uno dei direttori lavori di Biella e Vercelli mi sembra giusto commentare questa lettera visto che cita il lavoro che svolgo in modo piuttosto offensivo. 
Su alcune cose sono d’accordo con quanto è stato scritto e quindi posso capire che ci sia un malcontento a causa di questa situazione di protratta instabilità, ma vorrei che non si sparasse a zero su tutto e tutti.
Intanto tengo a precisare che i direttori lavori in questi anni di indecisioni, di situazioni instabili, di continui cambiamenti e con pochi soldi a bilancio sono quelli che hanno cercato di gestire il lavoro degli operai sia in termini di organizzazione che in termini di ricerca di progetti FAS e PSR per l’ottenimento dei fondi utili al mantenimento della struttura. 
Non posso certo influire sulle decisioni che vengono prese a livello politico e dirigenziale, ma credo di aver fatto tutto quello che potevo per far conoscere la realtà degli operai forestali e le loro competenze, anche attraverso pubblicazioni, interventi utili al territorio, realizzazione di cartellonistica in legno, ecc.
Non so chi abbia scritto questa lettera, ma probabilmente doveva informarsi meglio, in quanto:
gli operai che mi sono assegnati che hanno mansioni di motoseghista o operatori mezzi hanno tutti il 4° e 5° livello assegnato in base al contratto di lavoro;
l’organizzazione vigente di cui si parla, con 5 uomini per squadra, esiste solo per poche squadre a causa dei pensionamenti le squadre sono ridotte a tre, quattro persone;
gli operai delle squadre assegnatemi svolgono diversi lavori di manutenzione meccaniche e sono spostati in base alle esigenze di lavoro nell’ottica di un lavoro flessibile e non certo rigido.
I lavori nelle mie aree sono organizzati in base alle richieste degli Enti, negli ultimi anni anche come progetti FAS e PSR di una certa entità e verificabili.
Per quanto riguarda la sicurezza è ovvio che il mio compito è di cercare di garantirla al meglio, ma questo non ha mai determinato il blocco dei lavori. E certamente le “grane” me le sono sempre prese tutte.
Quanto poi al fare “visite sfuggenti e al non interferire col caposquadra o con il dirigente”credo di aver dimostrato più volte che non è affatto così; in ogni caso ognuno ha un suo ruolo e una sua responsabilità.
Certo ognuno ha un suo giudizio sul lavoro degli altri, magari senza sapere qual è l’attività nel suo complesso, non considera cosa c’è oltre la visita in cantiere o il fatto che il direttore lavori deve svolgere tutta una serie di incombenze burocratiche. 
Sicuramente, anche dal mio punto di vista, l’organizzazione potrebbe migliorare, ma cerco di svolgere il lavoro all’interno del mio ruolo nel miglior modo che mi è consentito e sfido chiunque a dire il contrario.
Purtroppo, leggendo la lettera inviata dall’organizzazione sindacale si potrebbe erroneamente pensare che il lavoro degli operai sia stato poco utile, perché “svolto con lavori sporadici, male organizzati o ininfluenti” invece ritengo che questo sia assolutamente errato.
Mi auguro veramente che si capisca a tutti i livelli l’importanza della salvaguardia del territorio, che quello che è stato fatto fino ad oggi è stato utile e indispensabile e che si riconosca come risorsa fondamentale l’attività degli operai forestali. 

Cinzia Piccioni
Direttore Lavori BI-VC 
Squadre forestali 
Valsesia 1
Valsesia 3
Mezzi
Colline B.si e V.si
Valle Cervo 1
Valle Elvo

lunedì 28 dicembre 2015

Lettera con raccolta firme

E' di fine stagione 2015 l'iniziativa CGIL, di raccogliere le firme dei colleghi a mezzo di una lettera che analizzando la situazione ha lo scopo di portare Presidente e Assessore a una riflessione in merito alla realtà degli operai forestali, in questo caso, di Vercelli e Biella.
La domanda che ne consegue è: anche nelle altre provincie si è provveduto alla raccolta di firme con una iniziativa del genere, ovviamente adattando la lettera di accompagnamento alle realtà provinciali, caso per caso, provincia per provincia?
Oppure a Vercelli Biella si fa una cosa, a Cuneo un'altra e nel VCO un'altra ancora? Le organizzazioni sindacali (e i sindacalisti della medesima sigla) sono unitari nei passi da compiere o ognuno compie la propria iniziativa sgretolandosi in diverse singole decisioni?
Quella che segue, è la lettera scritta da alcuni colleghi e gentilmente condivisa sul Blog a beneficio di chi ne voglia prendere spunto, commentare, allo scopo ultimo di fare gruppo e sbiadire il concetto "divide et impera"

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:



All'assessore Valmaggia
Al presidente Chiamparino


Un anno fa durante l'incontro con le rappresentanze sindacali, l'assessore Valmaggia aveva illustrato il costituendo Ente foreste del Piemonte, in merito al quale rimaneva solo da decidere da parte della Giunta la ragione giuridica; la L.R. 1/2015 all'art.17 confermava la costituzione di un'Agenzia delle foreste formata da impiegati e tecnici dell'IPLA e degli operai (e impiegati) forestali.
Un anno dopo, dell'Agenzia non si sa più nulla, è stata attuata la riorganizzazione dei servizi regionali, ed i forestali parcheggiati presso i rispettivi "uffici provinciali", dove sono stati nominati
5 nuovi dirigenti, che si raccordano con un Datore di lavoro.
Negli anni della crisi gli operai forestali sono stati immensamente pazienti, hanno subito le stesse regole del personale della pubblica amministrazione: nessun rinnovo contrattuale, blocco delle assunzioni e blocco del turn-over, nonostante non godano delle prerogative normative, salariali e previdenziali dei dipendenti pubblici.
Benchè nessuna norma contrattuale lo preveda, inoltre, tutti gli operai sono assunti a tempo determinato per almeno quattro anni; sono assunti al primo livello, anche se fossero laureati alla Normale di Pisa, anche se avessero lavorato fino al giorno prima con la stessa mansione, questo perchè, in tempi preistorici, quando gli operai erano assunti all'ufficio di collocamento, le assunzioni numeriche potevano essere effettuate solo per il personale generico. Ora accade, che il personale assunto dopo il 2003 è rimasto bloccato a tempo determinato, ed a basso livello salariale, eccetto gli ad personam. Questi stessi operai a tempo determinato , avevano ottenuto nell'ultimo CIR di effettuare 164 giornate lavorative (inclusi i sabati non retribuiti) anziché 156, in quanto le nuove norme previdenziali sulla disoccupazione agricola comportavano una riduzione di circa 300€ dell'importo corrisposto dall'INPS (1 anno dopo) in base alla legge precedente.
E' quindi veramente indecente che ogni anno questi lavoratori debbano essere quelli che si vedono decurtato il loro già magro salario, che ogni anno si senta che non ci sono fondi su questa voce di spesa, dopo che il Consiglio Regionale ha votato (2010) l'attribuzione di parte delle entrate dei canoni idrici a copertura.
Perchè non sono state effettuate assunzioni a tempo indeterminato usufruendo degli sgravi previdenziali previsti dalla legge 190/2014 ? Alla quale sono ammessi <anche organismi pubblici interessati da processi di privatizzazione indipendentemente dalla proprietà pubblica o privata del capitale> [INPS servizi, Circolare n.17 del 29/1/2015]
Alla fine del 2015 la Vercelli Biella cui facevano capo 56 operai, ne ha in organico 41, in 9 squadre ed 1 vivaio; di questi solo 27 sono operai a tempo indeterminato, e 4 in forza al vivaio di Albano. I 23 operai rimasti in servizio durante questo autunno-inverno, come coprono l'intero comprensorio?
Senza una riorganizzazione del lavoro, basata sulle attuali esigenze, l'organizzazione vigente : 5 uomini (dei quali 1 caposquadra, e 1 vicecapo con relativa indennità), un mezzo, un centro di raccolta e rimborso chilometrico, risulta rigida e dispendiosa, pesante per i lavoratori, dispersiva e poco produttiva, mentre la creazione di cantieri reali, dove si possano prevedere anche operazioni economiche, come previsto dal contratto (filiera del legno, manutenzioni meccaniche, preparazione dei materiali) da effettuare in caso di maltempo, e squadre create sulla base delle esigenze effettive, potrebbero garantire più efficienza e minori costi, nonchè una migliore continuità del lavoro.
L'altra rigidità è la "scala gerarchica", che mortifica ogni creatività, finalizza la sicurezza al non aver grane, rende ogni scelta ineluttabile, fino all'irrazionale, non riconosce competenze.
E' una scala gerarchica mutata dalla affiliazione originaria al Corpo forestale, dove i forestali erano i civili, che facevano qualcosa di "totalmente altro", che non dovevano essere né conosciuti , né informati. Le nostre OOSS devono elemosinare un incontro, per ottenere informazioni generiche e sfuggenti, somministrate in commissione rigorosamente ristretta. Gli strumenti contrattuali vanificati dall'emergenza economica , le poche comunicazioni ottenute, contrastano con quelle che hanno i direttori lavoro, quelli che fanno visite sfuggenti, che si guardano bene dall'interferire con il caposquadra, e tantomeno con il dirigente, quelli cui compete il premio di produzione ci siano o meno soldi a bilancio.
I forestali sono cittadini che amano le montagne e il territorio dove vivono e vorrebbero vederlo curato nel migliore dei modi, con programmazione e competenza, anziché svolgere lavori sporadici, male organizzati, o ininfluenti.
Come cittadini del Piemonte, sappiamo bene che ci sono gravi difficoltà economiche, che ci sono servizi vitali che hanno la precedenza sul nostro, ma rivendichiamo, anche il nostro, come servizio essenziale nella difesa idrogeologica del territorio montano, e nella prevenzione dei dissesti idrogeologici
Il lavoro degli operai forestali è sempre stato legato alla bonifica montana, per questo motivo, è stato trasferito alle regioni insieme alle relative competenze.
La recente riforma delle autonomie locali, la trasformazione delle Comunità montane in Unioni montane, che promuove l'associazionismo dei piccoli comuni per dotarsi di servizi; la costituzione degli Enti di area vasta, a loro volta con competenze in materia di tutela ambientale, non deve far perdere di vista che la bonifica montana, già Regio decreto del 1933, finalizza la conservazione e tutela di un territorio montano, ad un impulso al suo sviluppo economico, e comporta la costituzione di consorzi per la gestione e manutenzione delle opere effettuate, attraverso il riparto delle spese tra i proprietari sia pubblici che privati, che ne ricavano un beneficio, o un incremento di valore.
La bonifica montana, non è un servizio, non compete con sanità, scuola, trasporti, assistenza, è un investimento su territorio, la cui conservazione ricade su quanti realizzano il beneficio che ne deriva.
Il piano di sviluppo rurale dovrebbe portare al Piemonte un miliardo di euro; il prossimo febbraio dovrebbero essere stanziati dall'Unione europea i fondi per contrastare il dissesto idrogeologico eppure non si fa un passo avanti nella definizione delle competenze, nel prefigurare un futuro.
Di fronte a una legislazione che non manca di potenzialità, prevale forse la volontà di abbandonare il settore forestazione al declino, buttando via tutti gli investimenti fatti in formazione, sicurezza, strutture, proprietà, perchè il privato è meno impegnativo, o perchè l'autismo del servizio gli impedisce di formulare relazioni alternative?
Di fronte a questa inerzia, i lavoratori forestali hanno l'impressione di non essere altro che un pacchetto di alcuni milioni di euro che può essere dato in dote a questa o quella voce di bilancio, in attesa della sua progressiva insignificanza.
Chiediamo quindi alle Unioni Montane, all'Ente di area vasta, ai Comuni, alle Organizzazioni Sindacali territoriali, alle Organizzazioni professionali, agli enti economici, di non rinunciare al dibattito locale, delegando tutto ai vertici regionali, come se individuare le opportunità locali costituisse già una voce fuori dal coro; di non rinunciare a interpretare la salvaguardia del territorio come opportunità di lavoro e di ripresa economica, accontentandosi invece di dare solo un nuovo nome alle cose, ma non una diversa sostanza; di non sospendere ogni mossa ogni giudizio quasi che il pensare stesso, il prefigurare un futuro fosse compito esclusivo di alcuni e non potesse essere esercitato anche in Valsesia , o in Valsessera, piuttosto che a Torino. I cambiamenti incisivi e duraturi sono sempre partiti dal basso, come dice il proverbio... chi si fa pecora, il lupo se lo mangia!

[seguono firme ]