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domenica 15 marzo 2015

mercoledì 11 marzo 2015

Comunicato stampa UNCEM Piemonte

 

11 marzo 2015

FILIERA LEGNO IN PIEMONTE: UNA NUOVA LEGGE NECESSARIA PER SUPERARE LA BUROCRAZIA E RENDERE PRODUTTIVI 1 MILIONE DI ETTARI
Uncem disponibile a lavorare con la Regione a un nuovo testo normativo più snello dell’attuale. Unioni montane di Comuni i soggetti da coinvolgere per rendere le imprese più forti e competitive


Il settore forestale deve essere trainante per il Piemonte. 1 milione di ettari di bosco devono essere fonte di reddito e di sviluppo economico: gestione forestale attiva, certificazione del materiale estratto, pianificazione ventennale degli interventi, utilizzo plurimo del legno per scopi artigianali, industriali ed energetici, tutela del territorio grazie alla funzione ambientale protettiva del bosco, difesa dell’assetto idrogeologico dei versanti. Sono solo alcuni dei fronti sui quali porre l’attenzione. Lo deve fare la politica, la Regione, d’intesa con gli enti locali, in primis le Unioni montane di Comuni. Lo devono fare le imprese con le loro rappresentanze che nelle scorse ore hanno scritto alla Regione chiedendo maggiore attenzione per il settore. Uncem condivide molti dei temi sollevati da Fedagri Confcooperative, Legacoop Agroalimentare, Confartigianato, Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Cna e Areb. I numeri del settore che le associazioni di categoria evidenziano sono imponenti: oltre 100 milioni di euro il valore del materiale estraibile ogni anno senza intaccare il patrimonio storico, 2.000 nuovi posti potenziali di lavoro (dati Regione) lungo la filiera, 400 imprese professionali esistenti, almeno 30 aziende dell’indotto che producono in Piemonte macchine per il settore ad alto valore aggiunto tecnologico, esportate in tutt’Europa. Eppure, oggi sono gestite meno del 20% delle foreste piemontesi, meno del 5% sono certificate. Problemi che Uncem vuole affrontare con tutti i soggetti portatori di interesse, a partire dalla Regione e dall’Ipla, braccio operativo unico in Italia.

Quattro i punti sui quali mettersi subito al lavoro:
  1. La stesura di una nuova legge forestale regionale - superando la legge 4 del 2009 - che elimini la burocrazia, renda il patrimonio forestale più semplice da gestire e più semplice l’entrata in bosco, agevoli la formazione, gli investimenti, le imprese del settore facendole crescere (oggi la maggior parte è familiare o poco più), riconosca il ruolo delle Unioni montane di Comuni come soggetti promotori dello sviluppo a partire dal legno. Parallelamente è necessaria una legge per incentivare il superamento della parcellizzazione e della frammentazione fondiaria: solo in montagna, in Piemonte, abbiamo 5 milioni di particelle catastali: le associazioni fondiarie a livello comunale o di Unione permetterebbero in modo snello e veloce di superare questo blocco strutturale all’uso dei boschi e dei pascoli.
  2. La nascita in tempi rapidi dell’Agenzia forestale regionale, che permetta di utilizzare di più e meglio il sistema degli operai forestali regionali, senza aumento della spesa pubblica, sotto la guida dei tecnici specializzati dell’Ipla, pilastro dell’Agenzia, capace di pianificare d’intesa con i funzionari regionali del settore.
  3. La creazione di un cluster regionale di imprese che permetta un migliore utilizzo della risorsa, rendendola più appetibile sul mercato, più remunerata, capace di vincere la concorrenza di altri Paesi. Oggi il Piemonte, nonostante il milione di ettari di foreste, è tra le Regioni che importano più legno, sia per uso energetico (dal pellet ai tronchetti da caminetto), sia da costruzione. Un marchio per il legno piemontese, collegato all’opportuno sigillo Pefc per le foreste, consentirebbe di usare migliaia di metri cubi di legno locale anche per la costruzione e la ristrutturazione di immobili (case, ma anche stalle, alberghi, scuole) che non consumano energia (sulla base del protocollo CasaClima, ad esempio). La programmazione comunitaria consente studi e ricerche in questa direzione.
  4. Migliorare l’uso energetico del legno di scarto, come Uncem ha sempre proposto, con impianti solo termici (caldaie) anche negli enti pubblici, o cogenerative (per produrre energia elettrica e termica) di piccola taglia: non inquinano, non sono impattanti, riducono i consumi e sono alla base di una “valle smart”, di distretti energetici autonomi nelle aree montane, di un percorso green virtuoso che altri Stati europei come Austria, Svizzera, Germania e Danimarca hanno già fatto.

“Le associazioni di categoria – afferma Lido Riba, presidente Uncem Piemonte – sollevano sfide che Uncem registra da diversi anni. Insieme possiamo lavorare sui fronti descritti e su altri. La Regione deve guidare questo percorso, nuovo, moderno e sussidiario. Imprese ed enti locali faranno la loro parte, con proposte e soluzioni ai problemi, anche per utilizzare bene i bandi e i fondi del Piano di sviluppo rurale 2014-2020”.

mercoledì 29 gennaio 2014

ATTUALITA' - La filiera del pioppo nelle Regioni del nord Italia


A distanza di 6 mesi dall’insediamento del tavolo interprofessionale per la pioppicoltura presso l’Assessorato, un altro significativo passo è stato compiuto in direzione di un sostegno concreto a beneficio del comparto: questa mattina a Venezia è stato siglato l’accordo interregionale per lo sviluppo della filiera del pioppo nelle Regioni del nord Italia. Il documento è stato sottoscritto da Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli, Emilia Romagna, organizzazioni di settore e Unità di ricerca per le produzioni legnose.

L’intesa stipulata giunge in un contesto in cui la pioppicoltura -pur rappresentando la più significativa fonte interna di legname per l’industria a livello nazionale e nonostante siano evidenti le potenzialità di sviluppo del settore nel medio periodo- soffre di una crisi strutturale unita ad un mancato coordinamento tra i soggetti della filiera, fattori aggravati dal delicato momento economico.

L’accordo si propone di riconoscere la rilevanza della filiera pioppicola quale principale approvvigionamento indispensabile al fabbisogno dell’industria da legno, di promuovere in secondo luogo politiche premianti, di favorire il rilancio del comparto pianificando misure specifiche sia nell’ambito della nuova Pac sia all’interno degli indirizzi del Programma di Sviluppo Rurale 2014/2020; l’intesa interregionale si prefigge inoltre l’obiettivo di valorizzare l’aspetto sostenibile-ambientale che accompagna le pratiche colturali del pioppo e, infine, una maggiore condivisione delle strategie da attuare per la ripresa e l’ammodernamento del settore.
Obiettivi da perseguire mediante un coordinamento progettuale di valenza interregionale.

Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “A seguito dell’avvio di una cabina di regia a livello piemontese, il raggiungimento dell’accordo interregionale per lo sviluppo della filiera del pioppo non può che implementare obiettivi e prospettive a totale beneficio del settore. Il comparto pioppicoltura soffre da qualche decennio di mancato coordinamento tra i soggetti depauperando in questo modo le grandi potenzialità della filiera: adesso però vi è stato un vigoroso cambio di tendenza grazie al sinergico lavoro di Enti regionali, Organizzazioni agricole, Associazioni di categoria e Istituti di ricerca. L’Assessorato all’Agricoltura piemontese si è prima attivato a livello regionale per l’insediamento del tavolo interprofessionale, in seguito è stato parte attiva nelle attività di confronto che hanno portato all’accordo siglato stamane a Venezia.
Il fabbisogno di legname dell’industria è elevato e la produzione arboricola italiana insufficiente, è indispensabile riconoscere alla pioppicoltura la rilevanza che merita, adottando politiche e incentivi che evitino l’abbandono a favore di colture maggiormente redditizie. In questi sei mesi i risultati ottenuti in termini di confronto e pianificazione sono decisamente positivi, adesso è necessario passare rapidamente alla fase operativa”.

martedì 2 aprile 2013

Convegno su Energia locale, rinnovabile e pulita a tutela del territorio: il ruolo del teleriscaldamento a biomassa e del biogas agricolo

Si terrà venerdì 5 aprile 2013 dalle ore 9.30 alle ore 13.00 presso la Sala d’Onore del Castello del Valentino (Viale Mattioli 39) a Torino il convegno nazionale "Energia locale, rinnovabile e pulita a tutela del territorio: il ruolo del teleriscaldamento a biomassa e del biogas agricolo".
All'incontro parteciperà anche la Regione Piemonte, presentando le azioni intraprese per lo sviluppo della filiera legno-energia. La partecipazione al convegno è libera e gratuita.

PROGRAMMA EVENTO