Visualizzazione post con etichetta giunta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta giunta. Mostra tutti i post

domenica 2 agosto 2015

Disegno di legge regionale n. 143 presentato il 14 luglio 2015

 

Mentre alcuni già vociferano che "...non faranno niente",  "...non cambierà niente..." eccetera, la Giunta Regionale prosegue nella direzione prevista, seppur in ritardo sulla tabella di marcia, per ciò che concerne la realizzazione dell'ormai nota Agenzia Foreste e Territorio, che ci vedrà interessati insieme ai futuri colleghi dell'Ipla.
Intanto, il giorno 3 agosto dovrebbero essere redistribuite le poltrone ai nuovi dirigenti, ma di questo verrà data comunicazione  dalla direzione o dal sindacato, per sapere sostanzialmente a chi ognuno di noi fa riferimento sulla scala gerarchica, così, tanto per garantire quel minimo di considerazione.

Ma veniamo al sodo:

Presentato dalla Giunta il 14.7.15 e assegnato alla I Commissione il 24.7.15.
Il presente disegno di legge, tra le principali proposte, intende istituire la Commissione regionale di concertazione per le politiche regionali del lavoro, della formazione e dell’orientamento; si propone, inoltre, di costituire l’Agenzia foreste e territorio della Regione Piemonte, organismo di diritto pubblico, il cui personale è formato dai dipendenti dell’Istituto per le piante da legno e l’ambiente (Ipla). 

Art. 2.
(Modifiche alla legge regionale 27 gennaio 2015, n. 1 (Provvedimenti per la riqualificazione della spesa regionale))
 
1.Il comma 1 dell'articolo 17 della legge regionale 27 gennaio 2015, n. 1, è sostituito dal seguente: " 

1.Al fine di conseguire gli obiettivi di razionalizzazione dei soggetti partecipati e migliorare l'efficacia delle azioni a protezione del territorio, la Giunta regionale è autorizzata ad adottare le misure necessarie e opportune per costituire l'Agenzia Foreste e Territorio della Regione Piemonte, organismo di diritto pubblico ed a partecipazione interamente pubblica, il cui personale è costituito dai dipendenti dell'Istituto per le Piante da Legno e l'Ambiente S.p.A. (IPLA S.p.A), dagli addetti alle sistemazioni idraulico-forestali della Regione Piemonte nonché da dipendenti regionali. 
 
 
 
testo completo ddl 143:

giovedì 16 ottobre 2014

5 anni di tagli per rientrare



Un piano di tagli lacrime e sangue da completare in cinque anni per arrivare alla fine della legislatura a risparmiare 50 milioni l’anno sui costi della macchina Regione.
Dentro ci sono la vendita dei palazzi regionali, il taglio delle sedi decentrate dell’Arpa e la riorganizzazione del sistema delle partecipate regionali. In cambio di questa manovra il Piemonte chiederà l’intervento straordinario del governo per ottenere la rateizzazione di un debito di 2 miliardi
(450 euro a testa per ogni piemontese, neonati compresi) e anche un’interpretazione autentica sull’uso delle anticipazioni della legge 35, lo sblocca crediti. L’intervento del governo è vitale per il futuro del
Piemonte perché «i fondi liberi, il netto di quelli che serviranno per coprire le spese obbligatorie sono 70 milioni». E questo vuol dire non avere i soldi «per pagare le politiche sociali, il diritto allo studio, le
politiche culturali e quelle di welfare», spiegaReschigna. E se «laRegione «chiude il rubinetto (nel bilancio 2014 l’ammontare dei fondi liberi era di 500milioni) sono a rischio centinaia di posti di lavoro
negli enti strumentali dal Csi all’Arpa, dai forestali alla galassia di Finpiemonte », prosegue il numero 2 della giunta Chiamparino. In tutto si tratta di circa 4.000 persone e non è un caso che una parte degli interventi messi a punto dalla giunta riguarda anche la riorganizzazione di questa galassia.

Responsabilità e conflitto
Il vicepresidente della Giunta l’ha messa giù così: «Dobbiamo reagire: le alternative sono licenziare i dipendenti, aumentare le tasse alle stelle ostare fermi e tenere in piedi la Regione solo per pagare stipendi e struttura». E la reazione consiste nella decisione di «governare il sistema varando una
riforma radicale dellaRegione».
«Una riforma tanto forte - spiegaReschigna - chenonmancherà di creare grandi conflittualità». Da qui l’appello al senso di responsabilità dell’opposizione ma anchedei sindacati (gli autonomi del Csa sono già sul piede di guerra): «Nonmi permetto di giudicare il passatoma dico che quel passato non siamo più in grado di reggerlo».

Nuove criticitàdibilancio
Che cosa è successo? La corte dei conti ha parificato il rendiconto di bilancio 2013 con un saldo negativo di 2,5 miliardi.
Anche in questo caso l’intervento del governo è vitale perchè il Piemonte chiede un’interpretazione
autentica sull’uso dei fondi della legge 35 che dovrebbe riconoscere la bontà dell’iscrizione a bilancio
di quelle anticipazioni, di fatto dettate dal ministero delle Finanze.
Se così fosse il debito scenderebbe sotto quota un miliardo a cui si dovrebbero aggiungere i 670 milioni di fondi statali da reimpostare e almeno 750 milioni derivante dalla ricognizione sulla contabilizzazione
dei residui attivi e passivi del passato. In tutto fa due miliardi che diventeranno oggetto della trattativa con il governo per ottenere il «salva Piemonte». E questa la cifra su cui sta ragionando la giunta
Chiamparino convinta che l’interpretazione del governo dovrebbe superare le osservazioni che hanno spinto la sezione di controllo della Corte dei Conti ad impugnare i documenti contabili di fronte alla
Corte Costituzionale. Se risultasse valida la chiave di lettura dei giudici contabili il buco arriverebbe a 7,5 miliardi, cioè 1690 per ciascun piemontese, anche qui neonati compresi.

Solo le entrate esigibili
Reschigna ha spiegato che «ad oggi la regione non è in grado di presentare un bilancio con garanzie di pareggio a meno che non si voglia alterarlo nelle entrate», spiega ancora Reschigna.
Questo vuol dire, ad esempio, cancellare 100 milioni di introiti da Finpiemonte o gli 80 derivanti dalle entrate delle alienazioni perché «non sono esigibili». Se questa è la strada imboccata allora «il bilancio
conterrà dei conti drammatici ma abbiamo deciso di affrontarli in questa legislatura senza rinviarli al futuro e senza pesare ulteriormente sulle nuove generazioni».
Una linea condivisa dai vertici del centrosinistra (Gariglio per il pd, Grimaldi di Sel e Portas dei Moderati) che hanno partecipato alla conferenza stampa di Reschigna.

fonte La Stampa

martedì 14 ottobre 2014

Dove colpirà la scure della giunta

Nella foto, i dipendenti dell'Ipla, sdraiati a terra, protestano davanti al Palazzo della Regione

«Non è il tempo di egoismi».È l’accorato appello di Aldo Reschigna, vicepresidente della giunta regionale, annunciando la manovra lacrime e sangue che la giunta Chiamparino si appresta ad annunciare
nei dettagli questa mattina in Consiglio regionale.
Martedì 14, si capirà se dal punto di vista politico il richiamo al senso di responsabilità delle opposizioni
otterrà delle risposte.
Lo stesso Reschigna si rende conto che di «una riforma tanto forte non mancherà di creare grandi
conflittualità». Una riforma che, nel 2019 dovrebbe portare ad un risparmio di 50 milioni l’anno.

- Personale ,Arpa e forestali
Al tavolo della trattativa con il governo il Piemonte vuole presentarsi con «una riorganizzazione di tutti gli uffici decentrati: ne resteranno operativi la metà». E poi entro il 2015 il numero dei dirigenti dovrà ridursi da 131 a meno di 100 ma «cancellando il precedente accordo sulla rottamazione che regalava 24 mensilità indipendentemente dai mesi mancanti al pensionamento».
Anche gli enti strumentali verranno riorganizzati. In primis l’Arpa dove si taglieranno laboratori e delle sedi decentrate.
Si punta alla nascita dell’agenzia forestale del Piemonte dove far confluire i 500 forestali e i 50 dipendenti dell’Ipla con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio dei boschi (pellet e biomasse) per coprire il 15/20% dei costi.

- FinPiemontedimezzata
Il mondo delle Partecipate sarà completamente riorganizzato con accorpamenti e liquidazioni. FinPiemonte, lafinanziariaregionale, e FinPiemonte partecipazione, la holding delle partecipate,
saranno riunificate con alcune competenzefinanziariecheritorneranno in campo alla regione

- La venditadegli immobili
«Metteremo in vendita tutto il patrimonio tranne le strutture di valenza culturale e paesaggistica», spiega il vicepresidente della Giunta. Si parte dal Palazzo di piazza castello fino alla villa di via Petrarca o all’immobile di via PrincipeAmedeo. Non sarà ceduto l’immobile di corso Bolzano «dove saranno collocati l’Ires e gli altri enti strumentali che non pagheranno più l’affitto ai privati».

- Il contributodi solidarietàIn attesa di una legge organica per ridurre le indennità dei consiglieri e degli assessori la giunta, in accordo con i partiti del centrosinistra, è intenzionata a chiedere un contributo di solidarietà di almeno il 10% dell’indennità: prevista anche una riduzione dei premi di risultato per i dirigenti.

fonte La Stampa