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sabato 18 ottobre 2014

Chiamparino tira la cinghia


Dopo la reprimenda della Corte dei Conti sui disastrati conti della Regione Piemonte e quel debito monstre da 8,5 miliardi, il presidente  annuncia un piano straordinario di riduzione della spesa pubblica che  varrà 50 milioni l’anno, attraverso un secco giro di vite sulle partecipazioni, taglio alle spese del personale e nuova sforbiciata ai costi della politica in Consiglio regionale.

Un piano che rappresenta il primo passo per ottenere dal Governo una dilazione del proprio debito che nella migliore delle ipotesi è di 2,5 miliardi, ma che a fronte dei rilevi sollevati dalla Corte dei Conti, può salire a quota 7,5 miliardi. In ogni caso, osserva l’assessore al Bilancio Aldo Reschigna, la Regione non si trova tanto nell'impossibilità di pagare il pregresso, che è evidente, quanto nell’impossibilità di sostenere qualsiasi politica che non riguardi Sanità e Trasporti, finanziati dal fondo nazionale, se non per la cifra quasi irrisoria  di poco più di 70 milioni, a fronte di capitoli di spesa complessivi, dall’agricoltura, al diritto allo studio, alla cultura, all'ambiente, per circa 500 milioni, che sono gli stanziamenti ordinari di questi anni. “Oggi non siamo in grado di presentare una legge che garantisca equilibri di bilancio”, ha detto Reschigna sottolineando che la situazione di difficoltà esplode per una precisa scelta della giunta, quella di non voler ricorrere ad artifici contabili su entrate ipotetiche che vengono puntualmente smentite dalla realtà, come è avvenuto per le vendite immobiliari contabilizzare dalla giunta precedente, ma mai realizzate, così come sulle restituzioni da parte della finanziaria regionale Finpiemonte . “Le entrate saranno quelle certe”, ha detto l’assessore in una conferenza stampa dopo la giunta di oggi. Tornando sul debito, ha ribadito Reschigna, si tratta di “cifre non recuperabili all'interno del bilancio della Regione”. Nell'incontro che avrà con il ministro Padoan oltre al chiarimento sull’applicazione delle norme che hanno provocato l'intervento della Corte dei Conti ci sarà la richiesta di un intervento straordinario da parte dell’esecutivo.

Nel dettaglio il piano prevede forti risparmi a partire dal personale. Tra i provvedimenti urgenti messi in agenda il governatore ha annunciato il blocco delle assunzioni per i dirigenti, la riduzione delle dirigenze da 131 a meno di cento con eventuale mobilità in uscita per i dipendenti vicini alla pensione. Verranno, inoltre, ridotti gli stipendi dei dirigenti apicali, mentre, in ottemperanza alle norme nazionali, verranno aboliti gli emolumenti per quegli amministratori che già godono di una pensione. Ma visto che deve essere la politica a dare il buon esempio, il governatore annuncerà domani, durante le comunicazioni all’aula, un ulteriore taglio sulle indennità del consiglieri regionali del 10% (al momento è di 6.600 euro).

Capitolo partecipate e patrimonio. L’obiettivo è di ridurre della metà tutti gli uffici regionali decentrati. Si incentiveranno i pensionamenti. Ci sarà la nascita di un’agenzia forestale del Piemonte, che potrebbe inglobare l’Ipla, in modo da valorizzare le risorse economiche dei boschi. Un altro elemento del piano riguarda la riorganizzazione dell’Arpa (l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) che prevede la riduzione dei laboratori, delle sedi decentrate, dei dipartimenti che devono avere riferimento non più le vecchie province ma le quattro aree vaste del Piemonte “senza sacrificare il servizio”. L’assessore ha poi accennato alla costruzione di un'agenzia forestale del Piemonte che, sfruttando le competenze dei circa 500 operai forestali e della controllata Ipla (l’istituto per le piante da legno) abbia il compito di valorizzare le risorse economiche dei boschi arrivando a coprire il 15-20% dei costi. 

Chiamparino ha comunicato, durante una riunione di maggioranza che è in atto un piano di vendita di tutto il patrimonio immobiliare con la sola esclusione di palazzi e stabili con valore storico, architettonico, paesaggistico o ambientale. “Non critico il passato, ma quel passato non siamo più in grado di reggerlo”, ha detto Reschigna. “Se questo piano fallisce - ha concluso Reschigna - io non solo mi sentirei sconfitto, ma umiliato perché so le conseguenze di un fallimento che renderebbe problematica e precaria la vita di alcuni lavoratori”.

fonte: Lo Spiffero
http://www.lospiffero.com/buco-della-serratura/chiamparino-tira-la-cinghia-ecco-i-tagli-18498.html

giovedì 16 ottobre 2014

5 anni di tagli per rientrare



Un piano di tagli lacrime e sangue da completare in cinque anni per arrivare alla fine della legislatura a risparmiare 50 milioni l’anno sui costi della macchina Regione.
Dentro ci sono la vendita dei palazzi regionali, il taglio delle sedi decentrate dell’Arpa e la riorganizzazione del sistema delle partecipate regionali. In cambio di questa manovra il Piemonte chiederà l’intervento straordinario del governo per ottenere la rateizzazione di un debito di 2 miliardi
(450 euro a testa per ogni piemontese, neonati compresi) e anche un’interpretazione autentica sull’uso delle anticipazioni della legge 35, lo sblocca crediti. L’intervento del governo è vitale per il futuro del
Piemonte perché «i fondi liberi, il netto di quelli che serviranno per coprire le spese obbligatorie sono 70 milioni». E questo vuol dire non avere i soldi «per pagare le politiche sociali, il diritto allo studio, le
politiche culturali e quelle di welfare», spiegaReschigna. E se «laRegione «chiude il rubinetto (nel bilancio 2014 l’ammontare dei fondi liberi era di 500milioni) sono a rischio centinaia di posti di lavoro
negli enti strumentali dal Csi all’Arpa, dai forestali alla galassia di Finpiemonte », prosegue il numero 2 della giunta Chiamparino. In tutto si tratta di circa 4.000 persone e non è un caso che una parte degli interventi messi a punto dalla giunta riguarda anche la riorganizzazione di questa galassia.

Responsabilità e conflitto
Il vicepresidente della Giunta l’ha messa giù così: «Dobbiamo reagire: le alternative sono licenziare i dipendenti, aumentare le tasse alle stelle ostare fermi e tenere in piedi la Regione solo per pagare stipendi e struttura». E la reazione consiste nella decisione di «governare il sistema varando una
riforma radicale dellaRegione».
«Una riforma tanto forte - spiegaReschigna - chenonmancherà di creare grandi conflittualità». Da qui l’appello al senso di responsabilità dell’opposizione ma anchedei sindacati (gli autonomi del Csa sono già sul piede di guerra): «Nonmi permetto di giudicare il passatoma dico che quel passato non siamo più in grado di reggerlo».

Nuove criticitàdibilancio
Che cosa è successo? La corte dei conti ha parificato il rendiconto di bilancio 2013 con un saldo negativo di 2,5 miliardi.
Anche in questo caso l’intervento del governo è vitale perchè il Piemonte chiede un’interpretazione
autentica sull’uso dei fondi della legge 35 che dovrebbe riconoscere la bontà dell’iscrizione a bilancio
di quelle anticipazioni, di fatto dettate dal ministero delle Finanze.
Se così fosse il debito scenderebbe sotto quota un miliardo a cui si dovrebbero aggiungere i 670 milioni di fondi statali da reimpostare e almeno 750 milioni derivante dalla ricognizione sulla contabilizzazione
dei residui attivi e passivi del passato. In tutto fa due miliardi che diventeranno oggetto della trattativa con il governo per ottenere il «salva Piemonte». E questa la cifra su cui sta ragionando la giunta
Chiamparino convinta che l’interpretazione del governo dovrebbe superare le osservazioni che hanno spinto la sezione di controllo della Corte dei Conti ad impugnare i documenti contabili di fronte alla
Corte Costituzionale. Se risultasse valida la chiave di lettura dei giudici contabili il buco arriverebbe a 7,5 miliardi, cioè 1690 per ciascun piemontese, anche qui neonati compresi.

Solo le entrate esigibili
Reschigna ha spiegato che «ad oggi la regione non è in grado di presentare un bilancio con garanzie di pareggio a meno che non si voglia alterarlo nelle entrate», spiega ancora Reschigna.
Questo vuol dire, ad esempio, cancellare 100 milioni di introiti da Finpiemonte o gli 80 derivanti dalle entrate delle alienazioni perché «non sono esigibili». Se questa è la strada imboccata allora «il bilancio
conterrà dei conti drammatici ma abbiamo deciso di affrontarli in questa legislatura senza rinviarli al futuro e senza pesare ulteriormente sulle nuove generazioni».
Una linea condivisa dai vertici del centrosinistra (Gariglio per il pd, Grimaldi di Sel e Portas dei Moderati) che hanno partecipato alla conferenza stampa di Reschigna.

fonte La Stampa

martedì 14 ottobre 2014

Dove colpirà la scure della giunta

Nella foto, i dipendenti dell'Ipla, sdraiati a terra, protestano davanti al Palazzo della Regione

«Non è il tempo di egoismi».È l’accorato appello di Aldo Reschigna, vicepresidente della giunta regionale, annunciando la manovra lacrime e sangue che la giunta Chiamparino si appresta ad annunciare
nei dettagli questa mattina in Consiglio regionale.
Martedì 14, si capirà se dal punto di vista politico il richiamo al senso di responsabilità delle opposizioni
otterrà delle risposte.
Lo stesso Reschigna si rende conto che di «una riforma tanto forte non mancherà di creare grandi
conflittualità». Una riforma che, nel 2019 dovrebbe portare ad un risparmio di 50 milioni l’anno.

- Personale ,Arpa e forestali
Al tavolo della trattativa con il governo il Piemonte vuole presentarsi con «una riorganizzazione di tutti gli uffici decentrati: ne resteranno operativi la metà». E poi entro il 2015 il numero dei dirigenti dovrà ridursi da 131 a meno di 100 ma «cancellando il precedente accordo sulla rottamazione che regalava 24 mensilità indipendentemente dai mesi mancanti al pensionamento».
Anche gli enti strumentali verranno riorganizzati. In primis l’Arpa dove si taglieranno laboratori e delle sedi decentrate.
Si punta alla nascita dell’agenzia forestale del Piemonte dove far confluire i 500 forestali e i 50 dipendenti dell’Ipla con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio dei boschi (pellet e biomasse) per coprire il 15/20% dei costi.

- FinPiemontedimezzata
Il mondo delle Partecipate sarà completamente riorganizzato con accorpamenti e liquidazioni. FinPiemonte, lafinanziariaregionale, e FinPiemonte partecipazione, la holding delle partecipate,
saranno riunificate con alcune competenzefinanziariecheritorneranno in campo alla regione

- La venditadegli immobili
«Metteremo in vendita tutto il patrimonio tranne le strutture di valenza culturale e paesaggistica», spiega il vicepresidente della Giunta. Si parte dal Palazzo di piazza castello fino alla villa di via Petrarca o all’immobile di via PrincipeAmedeo. Non sarà ceduto l’immobile di corso Bolzano «dove saranno collocati l’Ires e gli altri enti strumentali che non pagheranno più l’affitto ai privati».

- Il contributodi solidarietàIn attesa di una legge organica per ridurre le indennità dei consiglieri e degli assessori la giunta, in accordo con i partiti del centrosinistra, è intenzionata a chiedere un contributo di solidarietà di almeno il 10% dell’indennità: prevista anche una riduzione dei premi di risultato per i dirigenti.

fonte La Stampa

martedì 19 marzo 2013

Cota, strada per risolvere cose c'e'

 Presidente ottimista su risanamento conti dopo incontro Grilli  
14 Marzo 2013  - ''La strada per risolvere le cose c'e'''. Il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, e' ottimista, dopo l'incontro di ieri con il ministro delle Finanze Vittorio Grilli, sul risanamento del bilancio del Piemonte. ''La giornata di ieri, con gli incontri a Torino e a Roma col ministro - scrive su Facebook - e' stata un passaggio importante. Gli altri parlino pure, si vede che hanno tempo da perdere - aggiunge a proposito delle critiche ricevute - io andro' avanti con determinazione''

fonte : http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/piemonte/2013/03/14/Cota-strada-risolvere-cose-e-_8398770.html?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter

lunedì 18 marzo 2013

Regione, altri 200 milioni di tagli Salvi solo stipendi e assistenza



Per recuperare la cifra si dovrà ridurre di almeno un terzo ogni voce di spesa
Forse non è ancora arrivata l’ora dell’Armageddon ma è chiaro che dall’esito della missione romana di Roberto Cota e del suo vice, Ugo Cavallera, dipenderà il futuro del governo di centrodestra e della regione Piemonte. Ammesso e non concesso che il confronto con il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, vada a buon fine la giunta regionale dovrà comunque trovare il modo di recuperare almeno 150/200 milioni è non potrà che farlo riducendo ulteriormente le spese, in media un terzo per ogni voce di spesa.

Non ci sono alternative: «Fare le riforme con un debito abnorme come quello che abbiamo ereditato e in più con i tagli da Roma non è affatto semplice», ha spiegato Cota intervistato da radio Italia 1. Lunedì notte, la lunga maratona della giunta si è conclusa con la scelta di salvaguardare le spese obbligatorie, stipendi dei dipendenti regionali e degli enti collegati, mutui e il socio-assistenziale.

Gli altri settori, dalla cultura al Turismo al commercio saranno chiamati a fare sacrifici «lacrime e sangue». Ma probabilmente i tagli non saranno sufficienti e così l’assessore al Bilancio, Giovanna Quaglia, ha preparato un pacchetto di ulteriori tagli che vanno dalla liquidazione dell’Ires, l’istituto di ricerca sociale (costa all’incirca 4 milioni) alla cessione delle quote nel Centro per l’internazionalizzazione (1,8milioni) e altre operazioni di razionalizzazione sulla gestione dei parchi e del personale delle comunità montane.

giovedì 5 aprile 2012

Di Febbraio, la lettera del collega Massimiliano



Risalente al mese di Febbraio 2012, meritava la pubblicazione la bella e significativa lettera del collega Massimiliano, pubblicata dalla redazione di radiogold emittente di Alessandria e provincia:

'Sono Stella Massimiliano, sono un operaio forestale da 9 anni, quando ho iniziato a fare questo lavoro usavo solo la roncola, oggi sono un istruttore di ingegneria naturalistica. Sono sempre stato mosso dalla passione per questo lavoro e come per i miei colleghi, è la nostra unica professione e fonte di reddito, specifico questo per sottolineare il fatto che oggi chi fa questa professione non lo fa più per integrare la propria attività agricola come è stato nel dopo guerra e fino a metà degli anni 90. Il nostro settore è cresciuto e i boscaioli con esso: ci vogliono anni di esperienza, abbinata a formazione continua, capacità di lavorare in squadra e affiatamento. Negli ultimi 7 anni abbiamo svolto una media di 770 interventi annui su tutto il territorio collinare e montano piemontese, suddivisi in sentieri, piste, rii, interventi forestali, aree verdi e interventi di ingegneria naturalistica. Questi obiettivi si sono raggiunti  grazie al lavoro di 270 operai forestali stagionali circa e altrettanti fissi ben lontani dai 10.000 di altre Regioni e dall'assistenzialismo che qualcuno invoca nella più totale ignoranza dei fatti che potrebbero smentire qui al mio posto moltissimi sindaci, i quiali ci fermano per strada per chiederci quando andremo da loro e quanti giorni ci potremo fermare nel loro comune. La Regione dal 2003 ha effettuato 1125 gg di formazione in abbattimento e dal 2007 116 gg in ingegneria naturalistica.  Il taglio di 8.200.000/oo che volete applicare al nostro settore vuol dire lasciare a casa tutti gli stagionali e attaccare alla canna del gas quello che resterà, con il conseguente stallo dell'intero settore che non riuscirà a far fronte alle richieste di intervento anche prioritarie per la prevenzione su rii e corsi d'acqua già previsti per il 2012 , oltre a non aprire i vivai, né garantire l'ordinaria manutenzione e vi accollerete le responsabilità e i costi di eventuali ripercussioni.
Tagliare nel nostro settore da un risparmio immediato, ma successivamente con quali soldi farà fronte un'amministrazione, con i cordoni già al limite, a eventuali calamità naturali   alla perdita nel turismo tanto caro al nostro territorio? Voi e le vostre famiglie non troverete più sentieri puliti per le vostre passeggiate in montagna o non potrete più fermarvi a mangiare un panino nelle aree attrezzate realizzate da noi con il costo di 4 tavole di legno e qualche vite. Gli agricoltori, quasi ignari oggi della nostra esistenza,  si accorgeranno presto di non poter più andare con i loro trattori o mietitrebbie attraverso strade fino ad oggi mantenute  periodicamente pulite da rami o piante coricate fino ad un'altezza di 4-5 metri.
Vi è mai capitato di provare con grande volontà a fare delle riparazioni in casa, tipo un lavandino o qualsiasi altra cosa e dopo aver già speso tempo, soldi e benzina, trovarvi comunque costretti a chiamare un professionista per risolvere il problema? Bene noi siamo quei professionisti. Vi chiediamo solo di essere usati anche in questo caso come strumento già vostro senza spese aggiuntive,come è avvenuto nello scorso 2011 a Capriglio, dove, dopo una tromba d'aria che ammucchiò un impressionante numero di piante bloccando delle strade comunali, due nostre squadre intervennero subito dopo i pompieri, lavorarono per 10 gg e riaprirono la viabilità. O come per la scampata alluvione del novembre 2011 quando siamo stati precettati. Tutto questo per dire che la volontà a volte non basta. Per intervenire in zone pericolose bisogna fidarsi dei colleghi, essere formati, attrezzati e sapere cosa fare.
Siamo qui a chiedervi non solo di non lasciarci a casa, ma di essere ancora di più le braccia della Regione che arrivavano a contatto con il territorio e i piccoli comuni, che mai come oggi hanno bisogno di noi per una tutela e salvaguardia del territorio, per non incorrere in grandi spese di ricostruzione dopo eventi calamitosi e qualora capitassero, saremmo contenti di contribuire con la nostra professionalità alla soluzione più rapida, incisiva ed economica che la Regione possa ottenere.
Ultima nota che credo utile precisare e che noi siamo precari anomali, cioè, veniamo assunti e licenziati tutti gli anni (alcuni da 20 o 30 anni), qundi senza ammortizatori sociali. Ma come mi sembra chiaro da quello che ho detto non li vogliamo, noi vogliamo lavorare'.

mercoledì 21 marzo 2012

NOVARA. SCETTICI I SINDACATI : NON CI SONO ANCORA STATE NEMMENO LE VISITE MEDICHE ''L'aumento dei canoni idrici salvera' gli operai forestali'' La Regione si impegna per garantire i contratti dei 522 lavoratori

15 Marzo 2012

Un ordine del giorno approvato all'unanimita' dal Consiglio regionale, utilizzando l'aumento delle tariffe dei canoni idrici, potrebbe salvare i posti di lavoro a tempo determinato degli addetti del settore forestale. Il documento e' stato sottoscritto da oltre da oltre 40 consiglieri regionali tra i quali il primo firmatario e' il presidente dell'assemblea regionale Valerio Cattaneo.
Viene stabilito che «il Consiglio regionale del PIEMONTE impegna il presidente della Giunta regionale e gli assessori competenti a valutare l'opportunita' di incrementare le tariffe dei canoni idrici per la concessione della produzione di energia idroelettrica in misura tale da determinare un aumento degli introiti della Regione che permettano di risolvere il problema».
Gli oltre 8 milioni di euro necessari per finanziare l'attivita' svolta dagli operai FORESTALI verrebbero reperiti tramite un adeguato incremento dei canoni idrici per la produzione di energia idroelettrica dal momento che la professionalita' dei FORESTALI e' indispensabile per prevenire calamita' ed eventi catastrofici nelle zone montane e di pianura del territorio regionale.
In PIEMONTE operano 522 FORESTALI: di questi 260 hanno un contratto a tempo indeterminato.
Nelle realta' territoriali di Novara e del Vco i FORESTALI attivi sono 77. Quaranta sono assunti a tempo indeterminato e 36 a tempo determinato. Per la gestione amministrativa c'e' anche un impiegato. «Non condividiamo l'ottimismo dei consiglieri regionali - dicono Anna Poggio della FlaiCgil e Gabriella Mele della Fai Cisl -. Dal primo marzo chiediamo la convocazione dell'osservatorio al quale partecipano i rappresentanti di FlaiCgil, Fai Cisl, Uila per apprendere dall'assessore Sacchetto le soluzioni che la Regione intende adottare per preservare i contratti a tempo determinato. I cantieri iniziano ad aprile e i lavoratori non sono stati chiamati nemmeno a sottoporsi alla consueta visita medica. Sono impegnati nelle prime incombenze stagionali i lavoratori a tempo indeterminato ma sono in grado di occuparsi del solo 50% di quanto sarebbe necessario». Sottolinea Cattaneo: «La mia proposta che e' stata condivisa subito dai colleghi del Vco prende spunto dal fatto che la produzione di energia idroelettrica dell'Enel e di altri soggetti privati e' un'attivita' che rende parecchio anche perche' nella maggior parte dei casi gli investimenti sono gia' stati ammortizzati».

fonte:
La Stampa, ed.Novara 15-3-2012  pag.51

APPELLO CONGIUNTO DI SINISTRA UNITA E «INSIEME PER CREVOLA» ''Salviamo gli operai forestali La Regione non tagli i fondi''




«Salviamo gli operai forestali ed evitiamo effetti devastanti per le nostre zone in caso di alluvione» .
L'appello arriva da Sinistra Unita e gruppo consiliare di opposizione «Insieme per Crevoladossola».
Chiedono il reintegro dei fondi per rinnovare i contratti degli operai forestali, messi a rischio dai tagli decisi dalla Regione.
Anche il Consiglio comunale di Domodossola aveva all'ordine del giorno un documento con cui il Pdl chiedeva di prendere posizione contro i tagli dei forestali. E' stato rinviato alla prossima seduta.
Ora il gruppo di Sinistra Unita rilancia l'sos. «Si corre il rischio di parlarne a cose fatte - spiega il consigliere comunale Massimo Di Bari - Le prossime settimane sono cruciali per capire le sorti di decine di operai.
Se non si ridimensionano i tagli, a fine marzo non partiranno i lavori programmati per il 2012».
I forestali, sia quelli regolarmente assunti (nel Vco sono 79) che gli stagionali (sono 42), sono divenuti un punto di riferimento delle amministrazioni locali per la pulizia di corsi d'acqua e versanti montani.
L'operato annuale della squadra dell'Ossola e' in media di oltre 200 chilometri d'interventi sui sentieri e 80 nei corsi d'acqua, piu' la manutenzione delle piste e i rimboschimenti nelle aree dove ci sono stati incendi.
Dice Sinistra Unita: «E' l'ennesimo passo che porta alla cancellazione delle gia' magre risorse destinate alla manutenzione del territorio e alla prevenzione dal rischio idrogeologico. Non scordiamo il taglio gia' avvenuto nel 2009 del 30% alle risorse delle Comunita' montane per la difesa dell'assetto idrogeologico.
E che dire dei tagli dei fondi regionali per opere idraulico forestali? Per il Vco, nel 2010, non e' stato finanziato nessun intervento e nel 2011 sono stati finanziati meno del 20% degli interventi programmati. Stiamo scivolando verso l'azzeramento dei fondi destinati alla prevenzione dai rischi alluvionali.
Una logica folle che in territori come l'Ossola potrebbe avere effetti devastanti».
Stesso appello arriva dal gruppo «Insieme per Crevola» che ha presentato un ordine del giorno: «Per il nostro territorio gli interventi degli operatori forestali sono preziosi e indispensabili per prevenire possibili dissesti» dice il consigliere Domenico Mallone. E aggiunge: «Il Consiglio deve attivarsi per scongiurare il taglio alle risorse deciso dalla Regione, che comporterebbe l'abbandono della pulizia dei fiumi».

fonte:
La Stampa, ed.Verbania 2-3-2012 pag.53

martedì 20 marzo 2012

16 Febbraio 2012 - Rocchino Muliere Consigliere Regionale (PD)

Rocchino Muliere (PD)
«Meno forestali territorio a rischio» L'annuncio con cui l'assessore regionale all'agricoltura Sacchetto ha comunicato in Commissione e ai sindacati che non verranno rinnovati i contratti per 272 operai forestali del Piemonte e' particolarmente grave.
Da un lato e' preoccupante la situazione personale di questi lavoratori che si ritroveranno con le loro famiglie da un giorno all'altro senza un introito economico in un momento gia' particolarmente difficile per l'occupazione e l'intera economia piemontese.
Dall'altro lato e' gravissimo il fatto che tutta l'attivita' che questi lavoratori svolgevano fino ad oggi a difesa dell'assetto idrogeologico delle zone montane e collinari del Piemonte da loro non verra' piu' svolta. Stiamo parlando di almeno la meta' degli operai forestali addetti a queste buone pratiche, la loro assenza pesera' pesantemente.
La discussione sul bilancio 2012, ancora in corso, non fa comunque ben sperare sulle risorse che la Giunta intende affidare al settore, che allo stato dei fatti risultano fortemente ridimensionate.
Se a questo si aggiunge che ancora a fine gennaio non era stata rinnovata la convenzione per il 2012 della Regione Piemonte con il Corpo forestale dello stato, che a nome della Regione si occupa di importanti aspetti della lotta agli incendi e di salvaguardia dell'assetto idrogeologico, e che comunque, se verra' rinnovata, sembra lo sara' a cifre inferiori rispetto al passato, emerge in modo del tutto evidente l'incapacita' di questo assessore e della Giunta di far fronte agli impegni che comporta una corretta politica della montagna e dell'assetto idrogeologico. Sono assenze che rischiamo di pagare duramente nel prossimo futuro.

ROCCHINO MULIERE, CONSIGLIERE REGIONALE PD ALESSANDRIA

fonte:
La Stampa, ed.Alessandria 16-2-2012 pag.68

12 Febbraio 2012 - Domodossola, protesta contro i tagli ai forestali



Ordine del giorno della Comunita' montana delle Valli dell'Ossola contro i tagli decisi dalla Regione sugli operai forestali.
Nel documento la Comunita' esprime la preoccupazione e chiede di garantire maggior tutela ai posti di lavoro dei forestali. I tagli mettono a rischio 79 operatori nel Vco

fonte:
La Stampa, ed.Novara12-2-2012 pag.56

10 Febbraio 2012, DINO MATTEODO Sindaco di Frassino, contro il taglio degli operai forestali



"Si apprende che nelle scorse settimane il competente Assessorato della Regione Piemonte ha comunicato alle organizzazioni sindacali l’intenzione di non rinnovare, a partire dal mese di aprile 2012, il contratto di lavoro ad oltre 270 operai forestali", scrive Dino Matteodo, sindaco di Frassino, all'assessore regionale Claudio Sacchetto, al  Presidente della Comunità Montana Valli del Monviso, al Presidente del Consorzio B.I.M. del Varaita e ai Sindaci dei Comuni della valle Varaita.
"Ciò significa che circa la metà degli operai forestali operanti sul territorio montano della nostra Regione, tutti quelli che non godono di un contratto a tempo indeterminato, non verranno più riassunti e la montagna piemontese vedrà fortemente ridotto un altro prezioso servizio che da le veniva garantito. A quanto pare la Regione conta così di risparmiare circa 8 milioni di euro all’anno!
Di fatto è un risparmio a tutto danno del territorio montano, in quanto gli operai forestali della Regione Piemonte operano per la regimazione dei fiumi e dei rii laterali, per attività di miglioramento boschivo, per la manutenzione di strade e piste forestali, ecc.. Tutti lavori che verranno fortemente ridotti, quando non del tutto soppressi. Inutile dire che tali scelte non tarderanno a farsi sentire, anche in pianura, ed a pesare anche sulle stesse finanze regionali, in termini di oneri per riparazione di danni alluvionali. Di fatto professionalità importanti per il territorio montano, professionalità costruite in anni di lavoro, vengono abbandonate; molte di queste maestranze lasceranno la montagna con le loro famiglie.
Infine, questa scelta si va ad aggiungere ad altre operate dalla Giunta regionale, pesantissime per la montagna piemontese: vedasi il taglio lineare dei trasporti pubblici, vedasi gli interventi sui servizi sociali, vedasi soprattutto la scelta politica di chiudere le comunità montane e di destinare altrove i fondi che a queste venivano erogate e di privare la montagna di altri cinquecento posti di lavoro, anche queste sono professionalità che si rischia di perdere.
In tutti questi casi si tratta di tagli lineari che non prevedono alcuna riflessione con il territorio, che non ipotizzano neanche di trovare soluzioni organizzative diverse. Nello specifico degli operai forestali sarebbe interessante il confronto; sarebbe interessante verificare la possibilità da parte della Regione di percorrere strade alternative di investimento nel settore forestale e della manutenzione del territorio, favorendo magari il passaggio di quegli operai a lavori forestali, attraverso la formazione di cooperative ed al finanziamento di progetti regionali mirati, progetti in cui questi lavoratori possano trovare nuove strade occupazionali, considerando che professionalità di quel tipo non si possono buttare.
Per le ragioni sopra esposte mi permetto, in qualità di sindaco di un comune montano, - conclude Matteodo - un comune in cui gli operai della Regione negli anni hanno svolto mansioni importanti e preziose, delle quali abbiamo sempre dato atto, di chiedere all’Assessore regionale competente di ritirare la decisione del licenziamento (Poiché di licenziamento si tratta) delle suddette maestranze e di avviare un confronto con il territorio, in particolare con le comunità montane, per individuare soluzioni che nel tempo siano più compatibili con le finanze regionali, ma che assicurino manutenzione del territorio e valorizzazione del patrimonio boschivo."

fonte:
www.targatocn.it

9 Febbraio 2012 - Le Destra Cuneo preoccupata per il taglio delle risorse agli operai forestali




Il bilancio della Regione Piemonte, in via di definizione, prevede un taglio di oltre il 50% delle risorse destinate agli operai forestali: ciò comporterà la impossibilità di confermare nel lavoro, di anno in anno, 272 operai forestali in Piemonte, di cui 78 nella provincia di Cuneo. Le risorse destinate agli operai forestali vanno salvaguardate sia per garantire i posti di lavoro, che in buona parte sono l’unica fonte di reddito per le famiglie che vivono in alta montagna, sia per la difesa dell’ambiente e dell’assetto idrogeologico. Per questi lavoratori specializzati nel campo forestale non si tratta di intervenire in forma assistenziale, ma di una precisa scelta di priorità di carattere sociale e territoriale che richiede un confronto decisionale delle forze politiche e sindacali con chi governa la Regione.
                                                           Paolo Chiarenza – Fabio Mottinelli
                                                                   La Destra - Cuneo

8 Febbraio 2012 - Chiusa Pesio Mozione a sostegno degli operai forestali

Il Municipio di Chiusa Pesio (CN)


Votato in Comune un ordine del giorno in cui esprime preoccupazione per i tagli delle risorse regionali destinate agli operai forestali. Oltre a manifestare solidarieta' e vicinanza agli operatori, Chiusa Pesio si rende disponibile a collaborare nell'attivita' di monitoraggio costante della situazione e organizzare incontri con la Regione e i sindacati per tutelare i posti di lavoro.

fonte
LA STAMPA, ed.CUNEO, 08-02-2012, pag.59

Michele Marinello contro Reschigna...e gli operai forestali?


Michele Marinello (a sinistra) col Governatore Cota



«Facile l'opposizione di Reschigna» E' bello fare opposizione: ci sono giorni in cui invidio il mio collega Aldo Reschigna, presidente del gruppo regionale del Pd piemontese. E' uno di quelli che hanno sostenuto un'amministrazione regionale fallimentare e disastrosa e ha avallato le scelte di bilancio di «Bresso e company» che oggi hanno portato il Piemonte in ginocchio.
Un debito da 7 miliardi di euro al quale aggiungere le anticipazioni chieste alle banche e mai restituite, i debiti delle Asl (altri 2 miliardi), le promesse di finanziamento mai impegnate a bilancio, l'utilizzo massiccio di derivati, una spesa sanitaria che si mangia circa l'85% del bilancio regionale, 400 milioni all'anno che si volatilizzano per pagare un debito.
Nessuna riforma «strutturale», ma il continuo affidarsi al maggiore indebitamento. Eppure il nuovo ruolo di opposizione ha donato in pochi mesi, a lui e ai suoi compagni, una «verginita'» nuova e linda che fa invidia.
E' bello fare opposizione; con la premessa che tutti (anche loro) «siamo consapevoli dello stato drammatico delle finanze regionali» (frase ripetuta allo sfinimento, quasi in maniera beffarda), le scelte della giunta Cota vengono sistematicamente contestate: mancano 8 milioni per assumere gli OPERAI FORESTALI stagionali? Si rendono conto che siamo messi male, ma i FORESTALI non si possono toccare.
Mancano i fondi per le risorse alle politiche sociali? Certo il bilancio e' in contrazione, ma le politiche sociali non possono essere toccate. Il trasporto pubblico locale deve subire tagli alle linee meno utilizzate? D'accordo che non ci sono piu' soldi, ma il trasporto pubblico aiuta le fasce deboli.
Si fatica a mantenere il budget per gli sconti alla benzina? Capiamo tutto, ma vi facciamo i manifesti contro perche' e' una vergogna! Bello fare l'opposizione cosi'? Addirittura arrivano a contestare l'aumento dell'addizionale Irpef applicato dalla giunta su indicazione della manovra statale varata da quel governo tecnico che a Roma sostengono sdraiati come zerbini.
Invece di spiegarci perche' in meno di sei anni la disponibilita' di spesa «extra sanita'» e' diminuita di piu' di 2 miliardi adottano la politica tipica del «bastian cuntrari». Sempre a gridare l'ingiustizia di scelte che, ve lo assicuro, sono dolorose quanto obbligate.
E' bello fare opposizione, ma per fortuna ci sono loro; a noi l'obbligo e la responsabilita' di raddrizzare la barca: Schettino e' saltato giu' ed e' all'opposizione.

MICHELE MARINELLO CONSIGLIERE REGIONALE LEGA NORD, DOMODOSSOLA

fonte:
La Stampa, ed.Verbania 3-2-2012 pag.58

4 Febbraio 2012 - Roberto Sasia, Sindaco di Sampeyre

Roberto Sasia, Sindaco di Sampeyre


Pulizia dei sentieri, di boschi e alvei dei fiumi, sgombero neve e ripristino dei muri a secco: finora questi erano i lavori affidati alle squadre degli operai forestali, assunti a tempo determinato dai Comuni.
Ma l'assemblea regionale ha stabilito un taglio delle risorse. «Una situazione gravissima - dice Roberto Sasia, sindaco di Sampeyre - perche' penalizza la gestione dei boschi e aggrava la vivibilita' delle zone montane».
Il primo cittadino ha scritto una lettera ai sindaci della valle Varaita e ai presidenti della Regione, della Provincia e della Comunita' Montana, invitando «a voler rivalutare le disastrose conseguenze per i nostri territori.
Si puo' trovare un compromesso, per tutelare i boschi e le famiglie di chi rischia di perdere il lavoro»

fonte:
La Stampa, ed. Cuneo 4-2-2012 pag.49

OPERAI FORESTALI, NASTRI CHIEDE AL GOVERNO DI RIPRISTINARE I FONDI

4 Febbraio 2012

l'on. Gaetano Nastri

Novara - Il governo intervenga per ripristinare i fondi destinati all’assunzione degli separi forestali: lo chiede l’on. Gaetano Nastri, coordinatore provinciale Pdl, con un’interrogazione indirizzata ai ministri dell’Agricoltura e delle Politiche europee.

“Sul bilancio dello Stato per il 2012 – ricorda Nastri – è stata prevista una forte riduzione delle risorse finanziarie per le assunzioni di personale operaio presso il Corpo forestale dello Stato, per un importo di 1.570.000 euro. Questo taglio dei fondi regionali destinati ai forestali, penalizza fortemente una Regione come il Piemonte che ha un’estesa superficie boschiva, peraltro con un numero modesto di operai forestali, pari attualmente a poco più di 500. Ora non sarà più possibile curare la manutenzione di maggior parte dei boschi, con pesanti conseguenze per la prevenzione delle catastrofi naturali, come alluvioni o valanghe”.

Nastri sottolinea che per il Piemonte, le risorse forestali rappresentano una realtà importante, sia dal punto di vista economico che dell’ecosistema, le cui caratteristiche costituiscono, per l’intera area una ricchezza a livello nazionale.

“Oltre a creare forti problemi dal punto di vista idrogeologico – aggiunge – il mancato rinnovo delle assunzioni stagionali degli operai forestali mette queste persone e le loro famiglie in gravi difficoltà, in un momento in cui è molto difficile trovare un’occupazione alternativa”.

L’on. Nastri chiede dunque al governo di prevedere in tempi rapidi il ripristino dei fondi necessari per i forestali in particolare quelli della Regione Piemonte, “le cui competenze e professionalità costituiscono degli elementi fondamentali per tutelare l’intero sistema forestale e ambientale” e di attivarsi, a livello comunitario per “verificare la disponibilità dei programmi cofinanziati dei fondi strutturali a sostegno degli operai forestali per il nostro Paese, le cui radici storiche e professionali risalgono al 1822 e sono caratterizzate da una molteplicità dei compiti per la tutela del patrimonio naturale e paesaggistico”.

31 Gennaio 2012 - Monica Cerutti di Sinistra Ecologia e Libertà

La nostra solidarietà agli operai forestali della Regione non basta

 

Esprimiamo piena solidarietà agli operai forestali che quest’oggi hanno manifestato davanti alla sede del Consiglio regionale del Piemonte in via Alfieri.
La protesta è più che motivata dal fatto che ben 272 lavoratori che hanno un contratto a tempo determinato sono a rischio licenziamento.
La scorsa settimana infatti l’assessore all’Agricoltura Claudio Sacchetto ha annunciato una riduzione dei fondi destinati alla gestione delle foreste di ben 8.250.000 euro. A bilancio ne restano solo 7 milioni, questo potrebbe comportare la mancata riassunzione dei 272 lavoratori precari, mentre per i circa 260 assunti a tempo indeterminato si presenta un futuro a dir poco incerto.

Ulteriore elemento da non sottovalutare è che questi operai, altamente professionalizzati in campo forestale, sono rimasti l’unico presidio a salvaguardia del territorio, sia montano che collinare.
Riteniamo che questa decisione sia alquanto sbagliata e pericolosa soprattutto per le ricadute sulla collettività in seguito alla mancanza di presidio e tutela ambientale, anche alla luce della recenti alluvioni che hanno coinvolto la nostra regione e la Liguria.
Oggi nel primo pomeriggio il presidente del Consiglio regionale Valerio Cattaneo e l’assessore all’Agricoltura Claudio Sacchetto hanno ricevuto una delegazione di operai forestali piemontesi a Palazzo Lascaris alla presenza di numerosi consiglieri di maggioranza e di opposizione.
Come Sel ci auguriamo che le parole di Cattaneo e di Sacchetto che hanno esplicitato la volontà di trovare una soluzione, nell’interesse dei lavoratori ma anche del territorio piemontese, non rimangano solo promesse generiche ma si tramutino al più presto in un’azione concreta della Giunta che garantisca un’adeguata copertura per i salari del personale occupato nella sistemazione del patrimonio boschivo.

Monica Cerutti

 

 

 

31 Gennaio 2012 - Ronzani sulle proposte dei forestali



Dal sito del Gruppo Consigliare del Partito Democratico:

Di fronte all’annuncio del mancato rinnovo del contratto di lavoro di 272 operai forestali da parte dell’assessore Sacchetto una settimana fa, situazione subito da noi denunciata, e alla manifestazione odierna dei forestali davanti a Palazzo Lascaris, l’assessore nell’incontro successivo con i manifestanti si è comportato come Ponzio Pilato, attribuendo al Consiglio regionale la responsabilità della situazione.
Naturalmente sono le cifre annunciate da lui nel prossimo bilancio a togliere il lavoro a quei forestali, e non ci sono risorse neanche per tutti gli altri operai a tempo indeterminato. Per il settore Sacchetto ha in mente un bagno di sangue. Noi abbiamo già preparato l’emendamento che ricostituisce le risorse, ma la lentezza con cui la maggioranza procede nell’esame del bilancio non lascia grandi speranze per questi forestali, per le loro famiglie, e per la difesa del suolo. Basta pensare che nel 2011 gli operai forestali della Regione, oltre alle altre incombenze, hanno pulito 150 km di sponde di fiumi. Un’attività di prevenzione delle alluvioni che, se non cambia qualcosa, sarà più che dimezzata.
Se a questo si aggiunge che non è stata ancora rinnovata la convenzione per il 2012 della Regione Piemonte con la Guardia forestale, che per conto della Regione si occupa di importanti aspetti della lotta agli incendi e di salvaguardia dell’assetto idrogeologico, e che comunque, se verrà rinnovata, sembra lo sarà a cifre inferiori rispetto al passato, emerge in modo del tutto evidente l’incapacità di questo assessore e della Giunta a far fronte agli impegni che comporta una corretta politica della montagna e dell’assetto idrogeologico. Sono assenze che rischiamo di pagare duramente nel prossimo futuro.

Torino 31.1.12



24 Gennaio 2012 - Interrogazione al Consiglio Regionale sul problema degli operai forestali

Al Presidente del Consiglio regionale del Piemonte
INTERROGAZIONE
ai sensi dell’articolo 18, comma 4, dello Statuto e
dell’articolo 99 del Regolamento interno.

Indifferibile e urgente in Aula

Oggetto: Quale futuro per gli operai forestali piemontesi?


                                                                Premesso che

- nella UPB DB14171 figurano, tra gli altri, i capitoli che finanziano le spese per i contratti
degli operai ed impiegati forestali a tempo indeterminato, nonché per le connesse
competenze, indennità accessorie, contributi obbligatori e ritenute previdenziali (capitoli
100966R, 101922R, 104051R, 104446R e 104841R);
- per sostenere tali spese obbligatorie, nonché quelle necessarie per il noleggio dei mezzi
di trasporto e l’acquisto, manutenzione, revisione e funzionamento delle attrezzature e
dei macchinari essenziali per l’esecuzione degli interventi previsti, sono stati iscritti, ad
oggi, a bilancio per l’anno 2012 euro 6.750.000,00. Necessiterebbero, tuttavia, ulteriori
3.000.000,00 di euro per sostenere i costi degli attuali 258 operai e dei 21 impiegati
forestali con contratti a tempo indeterminato;

                                                    Premesso, altresì, che

- della UPB DB14172 fa parte il capitolo 275117R che finanzia le spese per i contratti degli
operai forestali a tempo determinato, nonché per i relativi oneri contributivi e fiscali. Si
tratta, cioè, dei cosiddetti “forestali stagionali”, nella nostra regione attualmente 272, che
ogni anno, per alcuni mesi, danno un contributo essenziale alla ricostituzione e al
miglioramento delle superfici forestali degradate, sistemando sponde e versanti,
consolidando pendici, attuando briglie in legname e pietrame, ossia eseguendo tutti
quegli interventi che concorrono a salvare i boschi e a proteggere la pianura;
- per la copertura delle spese relative ai forestali stagionali non è prevista tuttavia, ad
oggi, nel Bilancio 2012 alcuna somma. Per poterli assumere tutti, per 151 giornate
all’anno, necessiterebbero 5.600.000,00 euro;

                                                       Considerato che

- qualora, in sede di approvazione del Disegno di legge n. 170 “Bilancio di previsione per
l'anno finanziario 2012 e bilancio pluriennale per gli anni finanziari 2012-2014”, non si
provvedesse ad integrare gli 8.600.000,00 euro ad oggi mancanti, dal prossimo mese di
settembre non sussisterebbero più le risorse per pagare i salari dei forestali a tempo
indeterminato e per l’anno in corso non potrebbero essere rinnovati i contratti di quelli
stagionali;
                                                      Ritenendo che
- gli operai forestali, con i loro interventi di sistemazione idraulico-forestale e idraulicoagraria,
svolgano un lavoro importantissimo che, contribuisce ad evitare il dissesto
idrogeologico e rende fruibile la montagna sia a chi ci vive e lavora, sia a chi vi si reca
per villeggiatura;
- sia privo di qualsiasi logica disperdere le professionalità e le competenze acquisite negli
anni da questi addetti;
- non si possa, poi, dimenticare il dramma umano che ne discenderebbe per le famiglie di
tali lavoratori, soprattutto di quelli stagionali, che, in quanto tali, si troverebbero senza
sostentamento o ammortizzatori sociali;

                                INTERROGA

il Presidente della Giunta e l’Assessore competente in materia
- per conoscere l’orientamento della Giunta a riguardo;
- per sapere se non ritengano essenziale, in sede di approvazione del Bilancio per l’anno
finanziario 2012, trovare le risorse necessarie per dare garanzie agli operai forestali fissi e
per rinnovare i contratti degli stagionali.

Torino, 24 gennaio 2012

Firmatari:


Documentazione:
http://www.consiglioregionale.piemonte.it/interint/jsp/AttoSelezionato.jsp?ATTO=90927