Visualizzazione post con etichetta sindaco. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sindaco. Mostra tutti i post
lunedì 10 agosto 2015
Roascio (CN), grazie dal sindaco agli operai forestali
Il sindaco del Comune di Roascio ringrazia gli operai forestali della squadra 95 ed il responsabile dott. Alessandro Turco per i lavori svolti egregiamente sulle strade secondarie di questo Comune, sollevando l’Ente da un’incombenza che diversamente non sarebbe in grado di svolgere. Si spera nella continuità di questo grande servizio, ancora per gli anni futuri.
venerdì 4 ottobre 2013
Pulizia rii a Bagnasco (CN)
BAGNASCO – Sono in parte completati e in parte in corso i lavori di pulizia di alcuni rii del paese, il Gambologna e il rio del Borgo e del Piano.
Il sindaco Tiboldo: «Da tempo attendevamo la disponibilità delle risorse per poter appaltare gli interventi che potranno garantire una maggiore sicurezza e un migliore deflusso delle acque, anche in vista delle piogge autunnali. Vorrei ringraziare la Regione Piemonte anche per averci messo a disposizione, a inizio estate e anche ultimamente, i suoi operai forestali che hanno provveduto a pulire e tagliare le erbacce e i cespugli lungo gli stessi rii, in base a quanto a suo tempo segnalato dallʼamministrazione comunale».
Diversi gli interventi, sul torrente Gambologna si è provveduto alla pulizia e al parziale disalveo del tratto finale, verso il ponte per lo stabilimento Fassa Bortolo e località Brazzi. Lungo il rio del Borgo, tra la ferrovia e il Tanaro, per circa 230 metri è stato eliminato il limo per consentire il regolare deflusso delle acque. Sul rio del Piano invece è stato pulito il tratto nei pressi di piazza Santa Margherita e lʼalveo tra la statale e il Tanaro.
In programma anche il ripristino di un tratto di sponda sul lato destro, tra statale e ferrovia, dove dovranno essere collocati massi. Trentamila euro il costo totale degli interventi, interamente finanziati dalla
Regione Piemonte.
fonte: Provincia Granda CN
martedì 20 marzo 2012
10 Febbraio 2012, DINO MATTEODO Sindaco di Frassino, contro il taglio degli operai forestali
"Si apprende che nelle scorse settimane il competente
Assessorato della Regione Piemonte ha comunicato alle organizzazioni
sindacali l’intenzione di non rinnovare, a partire dal mese di aprile
2012, il contratto di lavoro ad oltre 270 operai forestali", scrive Dino Matteodo, sindaco di Frassino, all'assessore regionale Claudio Sacchetto,
al Presidente della Comunità Montana Valli del Monviso, al Presidente
del Consorzio B.I.M. del Varaita e ai Sindaci dei Comuni della valle
Varaita.
"Ciò significa che circa la metà degli operai forestali operanti sul territorio montano della nostra Regione, tutti quelli che non godono di un contratto a tempo indeterminato, non verranno più riassunti e la montagna piemontese vedrà fortemente ridotto un altro prezioso servizio che da le veniva garantito. A quanto pare la Regione conta così di risparmiare circa 8 milioni di euro all’anno!
Di fatto è un risparmio a tutto danno del territorio montano, in quanto gli operai forestali della Regione Piemonte operano per la regimazione dei fiumi e dei rii laterali, per attività di miglioramento boschivo, per la manutenzione di strade e piste forestali, ecc.. Tutti lavori che verranno fortemente ridotti, quando non del tutto soppressi. Inutile dire che tali scelte non tarderanno a farsi sentire, anche in pianura, ed a pesare anche sulle stesse finanze regionali, in termini di oneri per riparazione di danni alluvionali. Di fatto professionalità importanti per il territorio montano, professionalità costruite in anni di lavoro, vengono abbandonate; molte di queste maestranze lasceranno la montagna con le loro famiglie.
Infine, questa scelta si va ad aggiungere ad altre operate dalla Giunta regionale, pesantissime per la montagna piemontese: vedasi il taglio lineare dei trasporti pubblici, vedasi gli interventi sui servizi sociali, vedasi soprattutto la scelta politica di chiudere le comunità montane e di destinare altrove i fondi che a queste venivano erogate e di privare la montagna di altri cinquecento posti di lavoro, anche queste sono professionalità che si rischia di perdere.
In tutti questi casi si tratta di tagli lineari che non prevedono alcuna riflessione con il territorio, che non ipotizzano neanche di trovare soluzioni organizzative diverse. Nello specifico degli operai forestali sarebbe interessante il confronto; sarebbe interessante verificare la possibilità da parte della Regione di percorrere strade alternative di investimento nel settore forestale e della manutenzione del territorio, favorendo magari il passaggio di quegli operai a lavori forestali, attraverso la formazione di cooperative ed al finanziamento di progetti regionali mirati, progetti in cui questi lavoratori possano trovare nuove strade occupazionali, considerando che professionalità di quel tipo non si possono buttare.
Per le ragioni sopra esposte mi permetto, in qualità di sindaco di un comune montano, - conclude Matteodo - un comune in cui gli operai della Regione negli anni hanno svolto mansioni importanti e preziose, delle quali abbiamo sempre dato atto, di chiedere all’Assessore regionale competente di ritirare la decisione del licenziamento (Poiché di licenziamento si tratta) delle suddette maestranze e di avviare un confronto con il territorio, in particolare con le comunità montane, per individuare soluzioni che nel tempo siano più compatibili con le finanze regionali, ma che assicurino manutenzione del territorio e valorizzazione del patrimonio boschivo."
fonte:
www.targatocn.it
"Ciò significa che circa la metà degli operai forestali operanti sul territorio montano della nostra Regione, tutti quelli che non godono di un contratto a tempo indeterminato, non verranno più riassunti e la montagna piemontese vedrà fortemente ridotto un altro prezioso servizio che da le veniva garantito. A quanto pare la Regione conta così di risparmiare circa 8 milioni di euro all’anno!
Di fatto è un risparmio a tutto danno del territorio montano, in quanto gli operai forestali della Regione Piemonte operano per la regimazione dei fiumi e dei rii laterali, per attività di miglioramento boschivo, per la manutenzione di strade e piste forestali, ecc.. Tutti lavori che verranno fortemente ridotti, quando non del tutto soppressi. Inutile dire che tali scelte non tarderanno a farsi sentire, anche in pianura, ed a pesare anche sulle stesse finanze regionali, in termini di oneri per riparazione di danni alluvionali. Di fatto professionalità importanti per il territorio montano, professionalità costruite in anni di lavoro, vengono abbandonate; molte di queste maestranze lasceranno la montagna con le loro famiglie.
Infine, questa scelta si va ad aggiungere ad altre operate dalla Giunta regionale, pesantissime per la montagna piemontese: vedasi il taglio lineare dei trasporti pubblici, vedasi gli interventi sui servizi sociali, vedasi soprattutto la scelta politica di chiudere le comunità montane e di destinare altrove i fondi che a queste venivano erogate e di privare la montagna di altri cinquecento posti di lavoro, anche queste sono professionalità che si rischia di perdere.
In tutti questi casi si tratta di tagli lineari che non prevedono alcuna riflessione con il territorio, che non ipotizzano neanche di trovare soluzioni organizzative diverse. Nello specifico degli operai forestali sarebbe interessante il confronto; sarebbe interessante verificare la possibilità da parte della Regione di percorrere strade alternative di investimento nel settore forestale e della manutenzione del territorio, favorendo magari il passaggio di quegli operai a lavori forestali, attraverso la formazione di cooperative ed al finanziamento di progetti regionali mirati, progetti in cui questi lavoratori possano trovare nuove strade occupazionali, considerando che professionalità di quel tipo non si possono buttare.
Per le ragioni sopra esposte mi permetto, in qualità di sindaco di un comune montano, - conclude Matteodo - un comune in cui gli operai della Regione negli anni hanno svolto mansioni importanti e preziose, delle quali abbiamo sempre dato atto, di chiedere all’Assessore regionale competente di ritirare la decisione del licenziamento (Poiché di licenziamento si tratta) delle suddette maestranze e di avviare un confronto con il territorio, in particolare con le comunità montane, per individuare soluzioni che nel tempo siano più compatibili con le finanze regionali, ma che assicurino manutenzione del territorio e valorizzazione del patrimonio boschivo."
fonte:
www.targatocn.it
Sulle polemiche tra SEL e il sindaco Lorenzi
Ci risulta che il sindaco di Varzo, Alessio Lorenzi (Lega Nord), sia
persona abituata a documentarsi prima di prendere delle posizioni
pubbliche. Ma stavolta ci sembra che si sia lasciato prendere un po’
troppo la mano! Il dubbio nasce dopo aver letto le sue dichiarazioni
riguardo al ricorso al TAR da parte dell’AIPO contro un’ordinanza emessa
dal sindaco di Vogogna, riguardo a presunte condizioni di pericolosità
in cui versa il fiume Toce per la vegetazione ivi cresciuta. Se avesse
letto con attenzione l’ordinanza n.49 del 2 novembre 2011 (pubblicata
sul sito del comune di Vogogna), capirebbe perché l’AIPO ha deciso di
ricorrere. Come un ente, che ha competenza esclusiva in materia di
autorizzazioni, deve reagire di fronte a un’ordinanza che gli intima di
eseguire delle azioni, la cui urgenza evidentemente non è ritenuta
condivisibile? E’ come se, un bel giorno, il sindaco ordinasse alla
Regione Piemonte di eseguire degli interventi sui corsi d’acqua di
propria competenza. Sarebbe davvero assurdo! Oops, a ben ricordare, il
sindaco di Vogogna ha fatto anche questo. Peraltro l’ordinanza prevede
anche la segnalazione all’autorità giudiziaria in caso di mancato
intervento. Altro che “azione nata per portare soluzioni positive”: qui
si è assistito a uno scontro frontale tra il sindaco e l’AIPO! Non per
fare gli avvocati difensori, ma ci viene da pensare che era doveroso il
ricorso al TAR da parte di AIPO, perché siamo di fronte a
un’interpretazione delle leggi e dei ruoli del tutto creativa da parte
del sindaco di Vogogna. La qual cosa ci farebbe sorridere, se non fosse
che è inserita in una più massiccia campagna contro l’AIPO, al limite
della denigrazione. A questo proposito attendiamo con vivo interesse gli
esiti della “segnalazione” all’autorità giudiziaria e quello del
ricorso al TAR. Al sindaco Lorenzi, inoltre, vorremmo chiedere di
utilizzare la stessa energia e il suo tempo prezioso per convincere i
“suoi” che stanno a Torino a continuare a finanziare i contratti degli
operai forestali, che svolgono proprio quel tipo di servizio che egli
stesso auspica venga effettuato lungo i corsi d’acqua.
COORDINAMENTO SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA' Ossola
«Non capisco le polemiche di Sel» La polemica di Sinistra ecologia e liberta' nei miei confronti non trova giustificazioni. Nel documento viene richiamata la mia lettera aperta di alcuni giorni prima relativa alle note vicende legate alla pulizia dei fiumi; in particolare sulla base dei miei commenti inerenti il ricorso al Tar presentato da Aipo nei confronti dell'ordinanza emessa dal sindaco di Vogogna, vengo accusato di non essermi documentato correttamente in merito alla vicenda. Forse la persona di Sel che ha scritto la lettera non ha capito che il mio intendimento non era sostenere le ragioni del sindaco di Vogogna piuttosto che di Aipo; l'intento era richiamare gli amministratori in generale a un maggior utilizzo del buon senso con la finalita' di evitare la necessita' di portare le problematiche nelle aule di tribunale; come citato nella lettera la gente si aspetta risposte ai problemi e non creazione di ulteriori problemi che generano costi per la societa' e mettono in stallo l'operativita' degli enti. Criticare la mia richiesta di risoluzione dei problemi appare tanto strano quanto insolito, e' probabile quindi che a Sel stia piu' a cuore il mantenimento di posizioni acquisite e l'ingessamento dell'operativita' degli enti piuttosto che la possibilita' di dare risposte concrete ai cittadini. Sono prese di posizione probabilmente coerenti con una politica distante dalla realta' quotidiana e lontana anni luce dalle problematiche dei cittadini; certo avendo pochi amministratori locali Sel fara' fatica a capire cosa succede sul territorio e continuera' a ragionare di massimi sistemi. Lo faccia pero' in altre sedi perche' noi nel frattempo stiamo amministrando e cerchiamo di farlo con coscienza e rispetto dei contribuenti. Ricordo ancora a Sel che gli operai forestali potrebbero essere impiegati per altri scopi se la gestione dei fiumi seguisse i percorsi alternativi proposti dal sottoscritto che coinvolgono i privati e permettono al pubblico di risparmiare.
ALESSIO LORENZI SINDACO DI VARZO
fonte:
La Stampa, ed.Verbania 10-02-2012 pag.68
COORDINAMENTO SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA' Ossola
![]() |
| Il Sindaco di Varzo, Alessio Lorenzi |
«Non capisco le polemiche di Sel» La polemica di Sinistra ecologia e liberta' nei miei confronti non trova giustificazioni. Nel documento viene richiamata la mia lettera aperta di alcuni giorni prima relativa alle note vicende legate alla pulizia dei fiumi; in particolare sulla base dei miei commenti inerenti il ricorso al Tar presentato da Aipo nei confronti dell'ordinanza emessa dal sindaco di Vogogna, vengo accusato di non essermi documentato correttamente in merito alla vicenda. Forse la persona di Sel che ha scritto la lettera non ha capito che il mio intendimento non era sostenere le ragioni del sindaco di Vogogna piuttosto che di Aipo; l'intento era richiamare gli amministratori in generale a un maggior utilizzo del buon senso con la finalita' di evitare la necessita' di portare le problematiche nelle aule di tribunale; come citato nella lettera la gente si aspetta risposte ai problemi e non creazione di ulteriori problemi che generano costi per la societa' e mettono in stallo l'operativita' degli enti. Criticare la mia richiesta di risoluzione dei problemi appare tanto strano quanto insolito, e' probabile quindi che a Sel stia piu' a cuore il mantenimento di posizioni acquisite e l'ingessamento dell'operativita' degli enti piuttosto che la possibilita' di dare risposte concrete ai cittadini. Sono prese di posizione probabilmente coerenti con una politica distante dalla realta' quotidiana e lontana anni luce dalle problematiche dei cittadini; certo avendo pochi amministratori locali Sel fara' fatica a capire cosa succede sul territorio e continuera' a ragionare di massimi sistemi. Lo faccia pero' in altre sedi perche' noi nel frattempo stiamo amministrando e cerchiamo di farlo con coscienza e rispetto dei contribuenti. Ricordo ancora a Sel che gli operai forestali potrebbero essere impiegati per altri scopi se la gestione dei fiumi seguisse i percorsi alternativi proposti dal sottoscritto che coinvolgono i privati e permettono al pubblico di risparmiare.
ALESSIO LORENZI SINDACO DI VARZO
fonte:
La Stampa, ed.Verbania 10-02-2012 pag.68
8 Febbraio 2012 - Chiusa Pesio Mozione a sostegno degli operai forestali
![]() |
| Il Municipio di Chiusa Pesio (CN) |
Votato in Comune un ordine del giorno in cui esprime preoccupazione per i tagli delle risorse regionali destinate agli operai forestali. Oltre a manifestare solidarieta' e vicinanza agli operatori, Chiusa Pesio si rende disponibile a collaborare nell'attivita' di monitoraggio costante della situazione e organizzare incontri con la Regione e i sindacati per tutelare i posti di lavoro.
fonte
LA STAMPA, ed.CUNEO, 08-02-2012, pag.59
4 Febbraio 2012 - Roberto Sasia, Sindaco di Sampeyre
![]() |
| Roberto Sasia, Sindaco di Sampeyre |
Pulizia dei sentieri, di boschi e alvei dei fiumi, sgombero neve e ripristino dei muri a secco: finora questi erano i lavori affidati alle squadre degli operai forestali, assunti a tempo determinato dai Comuni.
Ma l'assemblea regionale ha stabilito un taglio delle risorse. «Una situazione gravissima - dice Roberto Sasia, sindaco di Sampeyre - perche' penalizza la gestione dei boschi e aggrava la vivibilita' delle zone montane».
Il primo cittadino ha scritto una lettera ai sindaci della valle Varaita e ai presidenti della Regione, della Provincia e della Comunita' Montana, invitando «a voler rivalutare le disastrose conseguenze per i nostri territori.
Si puo' trovare un compromesso, per tutelare i boschi e le famiglie di chi rischia di perdere il lavoro»
fonte:
La Stampa, ed. Cuneo 4-2-2012 pag.49
Iscriviti a:
Post (Atom)




