sabato 25 aprile 2015
martedì 21 aprile 2015
Dalla Regione Veneto
Buongiorno, sono un collega operaio forestale del Veneto.
Ho
trovato il vostro sito cercando informazioni riguardanti
l'organizzazione dei lavori forestali e di sistemazione idraulica
forestale nelle altre regioni dell'arco alpino.venerdì 3 aprile 2015
Cinque guide disponibili sulla selvicoltura
- La fustaia, potenzialità da conoscere e valorizzare
- Il ceduo, istruzioni per l’uso
- Il governo misto, un sistema antico da adeguare
- I boschi ripari, diverse funzioni da gestire
- Le specie forestali arboree esotiche, riconoscimento e gestione
È stato edito anche un fascicolo sui rischi connessi alle attività forestali, con in allegato un dvd di filmati didattici di abbattimento in sicurezza degli alberi.
Le guide, disponibili on line su www.regione.piemonte.it/foreste, possono essere richieste in formato cartaceo scrivendo a foreste@regione.piemonte.it o andandole a ritirate presso la sede di corso Stati Uniti 21 a Torino.
martedì 31 marzo 2015
Convegno su piante esotiche invasive
Martedì 14 aprile 2015,
dalle
ore 9,00
alle 17,00, presso il Centro
Incontri della Regione Piemonte (Corso
Stati Uniti 23, Torino) si terrà il Convegno “Piante esotiche
invasive: dalla prevenzione alla gestione” organizzato dalla Regione Piemonte e dal “Gruppo di Lavoro Specie vegetali
esotiche”.
Il Convegno ha l’obiettivo di presentare gli aggiornamenti sulle
problematiche causate dalle specie esotiche vegetali, in particolare da quelle
invasive, e sulle principali modalità di prevenzione, gestione, lotta e
contenimento, oltre a rendere note le recenti disposizioni della Comunità
Europea volte a prevenire e a gestire l’introduzione delle specie esotiche
invasive.
Il
Convegno è rivolto a amministratori pubblici, professionisti e tecnici del
settore, associazioni agricole di categoria, vivaisti, cittadini interessati a
tali tematiche.
La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria (sino a
esaurimento posti) all’indirizzo mail odaf.piemonte-valledaosta@conaf.it
entro e non oltre il 9
aprile.
domenica 29 marzo 2015
ATTUALITA' - I periodi di riposo non goduti devono essere monetizzati
La
mancata fruizione delle ferie deve essere indennizzata, anche se non
dipende da esigenze di servizio. Lo ha precisato la Cassazione che, con
la sentenza n. 18168 depositata lo scorso 26 luglio,
ha confermato il pagamento, deciso dai giudici di merito,
dell’indennità sostitutiva a favore di un dipendente di una Regione per
un monte ferie non godute.
La
vicenda è arrivata nelle aule di giustizia perché, a fronte della
richiesta del dipendente, la Regione aveva negato il pagamento
affermando, tra l’altro, che il contratto collettivo nazionale imponeva
la monetizzazione solo delle ferie non godute per esigenze di servizio.
Ma il tribunale, con un ragionamento condiviso anche dalla Corte
d’appello, aveva accolto il ricorso del dipendente sottolineando il
carattere irrinunciabile delle ferie.
La
Regione non si è arresa e ha portato la vicenda in Cassazione, che, a
sua volta, ha rigettato il ricorso. In particolare, i giudici hanno
affermato il principio secondo cui, in relazione al carattere
irrinunciabile del diritto alle ferie, se in concreto non siano
effettivamente fruite, anche senza responsabilità del datore di lavoro,
spetta al lavoratore l’indennità sostitutiva. Indennità, precisa la
Corte, che ha, per un verso, carattere risarcitorio, in quanto idonea a
compensare il danno costituito dalla perdita di un bene: il riposo con
recupero delle energie psicofisiche, la possibilità di meglio dedicarsi a
relazioni familiari e sociali, l’opportunità di svolgere attività
ricreative e simili. Per altro verso, l’indennità costituisce erogazione
anche di natura retributiva perché rappresenta il corrispettivo
dell’attività lavorativa resa in periodo che, pur essendo di per sé
retribuito, avrebbe invece dovuto essere non lavorato perché destinato
al godimento delle ferie annuali, restando indifferente l’eventuale
responsabilità del datore di lavoro per il loro mancato godimento.
Del
resto, la Cassazione ha escluso che le clausole del contratto
collettivo possano bloccare la monetizzazione delle ferie. Infatti, ha
precisato l’estensore, in considerazione del carattere irrinunciabile
delle ferie, la clausola del contratto collettivo, anche se esclude la
loro monetizzazione, va interpretata nel senso che il dipendente ha il
diritto al pagamento dell’indennità sostitutiva se la mancata fruizione
non è dipesa da una causa a lui imputabile.
Una
pronuncia in linea con la sentenza n. 16735 del 4 luglio 2013, con cui
la Cassazione ha affermato che il fatto che il dipendente non abbia
avanzato formale richiesta di ferie è indifferente ai fini della loro
mancata fruizione e, quindi, per la conseguente monetizzazione. Una
simile ipotesi, prevista eventualmente dal contratto collettivo, si pone
in contrasto con l’articolo 2109 del Codice civile, secondo cui è il
datore di lavoro che stabilisce le ferie e comunica al lavoratore il
periodo stabilito per il godimento, tenuto conto delle esigenze
dell’impresa e degli interessi del prestatore di lavoro.
domenica 15 marzo 2015
Filiera legno-energia in Valle Stura
Demonte - Convegno sulla filiera legno energia, discussione all'interno del programma Alcotra
fonte: La Guida
mercoledì 11 marzo 2015
Comunicato stampa UNCEM Piemonte
11
marzo 2015
FILIERA
LEGNO IN PIEMONTE: UNA NUOVA LEGGE NECESSARIA PER SUPERARE LA
BUROCRAZIA E RENDERE PRODUTTIVI 1 MILIONE DI ETTARI
Uncem
disponibile a lavorare con la Regione a un nuovo testo normativo più
snello dell’attuale. Unioni montane di Comuni i soggetti da
coinvolgere per rendere le imprese più forti e competitive
Il
settore forestale deve essere trainante per il Piemonte.
1
milione di ettari di bosco
devono essere fonte di reddito e di sviluppo economico: gestione
forestale attiva, certificazione del materiale estratto,
pianificazione ventennale degli interventi, utilizzo plurimo del
legno per scopi artigianali, industriali ed energetici, tutela del
territorio grazie alla funzione ambientale protettiva del bosco,
difesa dell’assetto idrogeologico dei versanti. Sono solo alcuni
dei fronti sui quali porre l’attenzione. Lo deve fare la politica,
la Regione, d’intesa con gli enti locali, in primis le Unioni
montane di Comuni. Lo devono fare le imprese con le loro
rappresentanze che nelle scorse ore hanno scritto alla Regione
chiedendo maggiore attenzione per il settore. Uncem condivide molti
dei temi sollevati da Fedagri Confcooperative, Legacoop
Agroalimentare, Confartigianato, Coldiretti, Cia, Confagricoltura,
Cna e Areb. I numeri del settore che le associazioni di categoria
evidenziano sono imponenti: oltre 100
milioni di euro il valore del materiale estraibile ogni anno senza
intaccare il patrimonio storico, 2.000 nuovi posti potenziali di
lavoro
(dati Regione) lungo la filiera, 400 imprese professionali esistenti,
almeno 30 aziende dell’indotto che producono in Piemonte macchine
per il settore ad alto valore aggiunto tecnologico, esportate in
tutt’Europa. Eppure, oggi sono gestite meno del 20% delle foreste
piemontesi, meno del 5% sono certificate. Problemi che Uncem vuole
affrontare con tutti i soggetti portatori di interesse, a partire
dalla Regione e dall’Ipla, braccio operativo unico in Italia.
Quattro
i punti sui quali mettersi subito al lavoro:
- La stesura di una nuova legge forestale regionale - superando la legge 4 del 2009 - che elimini la burocrazia, renda il patrimonio forestale più semplice da gestire e più semplice l’entrata in bosco, agevoli la formazione, gli investimenti, le imprese del settore facendole crescere (oggi la maggior parte è familiare o poco più), riconosca il ruolo delle Unioni montane di Comuni come soggetti promotori dello sviluppo a partire dal legno. Parallelamente è necessaria una legge per incentivare il superamento della parcellizzazione e della frammentazione fondiaria: solo in montagna, in Piemonte, abbiamo 5 milioni di particelle catastali: le associazioni fondiarie a livello comunale o di Unione permetterebbero in modo snello e veloce di superare questo blocco strutturale all’uso dei boschi e dei pascoli.
- La nascita in tempi rapidi dell’Agenzia forestale regionale, che permetta di utilizzare di più e meglio il sistema degli operai forestali regionali, senza aumento della spesa pubblica, sotto la guida dei tecnici specializzati dell’Ipla, pilastro dell’Agenzia, capace di pianificare d’intesa con i funzionari regionali del settore.
- La creazione di un cluster regionale di imprese che permetta un migliore utilizzo della risorsa, rendendola più appetibile sul mercato, più remunerata, capace di vincere la concorrenza di altri Paesi. Oggi il Piemonte, nonostante il milione di ettari di foreste, è tra le Regioni che importano più legno, sia per uso energetico (dal pellet ai tronchetti da caminetto), sia da costruzione. Un marchio per il legno piemontese, collegato all’opportuno sigillo Pefc per le foreste, consentirebbe di usare migliaia di metri cubi di legno locale anche per la costruzione e la ristrutturazione di immobili (case, ma anche stalle, alberghi, scuole) che non consumano energia (sulla base del protocollo CasaClima, ad esempio). La programmazione comunitaria consente studi e ricerche in questa direzione.
- Migliorare l’uso energetico del legno di scarto, come Uncem ha sempre proposto, con impianti solo termici (caldaie) anche negli enti pubblici, o cogenerative (per produrre energia elettrica e termica) di piccola taglia: non inquinano, non sono impattanti, riducono i consumi e sono alla base di una “valle smart”, di distretti energetici autonomi nelle aree montane, di un percorso green virtuoso che altri Stati europei come Austria, Svizzera, Germania e Danimarca hanno già fatto.
“Le
associazioni di categoria – afferma Lido Riba, presidente Uncem
Piemonte – sollevano sfide che Uncem registra da diversi anni.
Insieme possiamo lavorare sui fronti descritti e su altri. La Regione
deve guidare questo percorso, nuovo, moderno e sussidiario. Imprese
ed enti locali faranno la loro parte, con proposte e soluzioni ai
problemi, anche per utilizzare bene i bandi e i fondi del Piano di
sviluppo rurale 2014-2020”.
lunedì 9 marzo 2015
Stagione 2015
Con ogni probabilità, la data prevista per l'inizio della stagione 2015 sarà il 7 aprile,
martedì dopo pasquetta. Salvo variazioni organizzative squadra per squadra.
martedì dopo pasquetta. Salvo variazioni organizzative squadra per squadra.
martedì 24 febbraio 2015
Disoccupazione agricola, nuovo menù sul portale INPS
Come da immagine, da quest'anno sul portale INPS è stata scorporata la voce "Disoccupazione agricola e o assegni famigliari" dalle disoccupazioni Aspi mobilità etc...
Nulla cambia come procedura, un semplice aggiornamento, segnalato dal Collega Roxon.
giovedì 19 febbraio 2015
Parliamo...è da tanto tempo che non lo facciamo
Sul tema "Agenzia" è stato ufficialmente richiesto un incontro tra sindacati e amminiustrazione ma, da almeno una settimana se non di più, nessuna risposta (fonte CISL). Nell'attesa che venga definita la disponibilità di coloro che non possono presenziare al tavolo, speriamo di ricevere notizie da un altro incontro, quello targato CGIL previsto per Venerdì 20.
Usiamo i commenti a questo post per scambiare informazioni inerenti ai contenuti di queste assemblee.
E' da questa estate che si sa della nascita dell'Agenzia,
sono mesi che la cosa è stata discussa in Consiglio Regionale,
e a tutt'oggi nessuno che abbia sputato (ufficialmente) una mezza parola sul futuro del lavoro di 500 persone.
Suvvia, parliamo...è da tanto tempo che non lo facciamo
Usiamo i commenti a questo post per scambiare informazioni inerenti ai contenuti di queste assemblee.
E' da questa estate che si sa della nascita dell'Agenzia,
sono mesi che la cosa è stata discussa in Consiglio Regionale,
e a tutt'oggi nessuno che abbia sputato (ufficialmente) una mezza parola sul futuro del lavoro di 500 persone.
Suvvia, parliamo...è da tanto tempo che non lo facciamo
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