sabato 27 febbraio 2016

CMB Italia

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO




Buongiorno,
Siamo lieti di presentarVi il Catalogo C.M.B. Italia 2016
Gran parte della conoscenza su cui sono costruiti i nostri prodotti viene dalla Decennale Esperienza maturata nel settore della Segnaletica dai Soci Fondatori, i Sig. Massimiliano Bei, Sig. Stefano Marchetti e  Sig. Marco Cristallini.

Oltre al Settore Segnaletica Verticale il Gruppo si Può Avvalere anche di Squadre Proprie per la Realizzazione di Segnaletica Orizzontale e per la Posa in Opera della Segnaletica Orizzontale/Verticale.

Abbiamo Attivato anche la ditta C.M.B. Grafik che si occupa di Realizzazioni Grafiche come allestimento Negozi Vetrofanie, BaGet, Allestimento Mezzi con Scritte Personalizzate ed anche Installazioni Sirene nei Mezzi di Pronto Intervento. 

Certo di RileggerVi al più presto,

Cogliamo l'occasione per porgerVI, Cordiali Saluti.

Sig. Massimiliano Bei
Cell.3492366757
tel.  0757974750
fax. 0757974488




venerdì 12 febbraio 2016

Dodici milioni per il turismo nelle zone montane e collinari



Un bando da 12 milioni di euro per investimenti volti a migliorare e creare itinerari cicloturistici, escursionistici e infrastrutture per l’arrampicata sportiva, a riqualificare rifugi, ostelli e bivacchi e incentivare l’informazione turistica locale nelle aree rurali montane e collinari del Piemonte è stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Piemonte del 4 febbraio in seguito all’approvazione da parte della Giunta regionale delle disposizioni attuative della sottomisura del Psr 2014- 2020 su infrastrutture turisticoricreative e informazione turistica.
 Il bando, i cui termini di presentazione delle domande scadono il 29 aprile 2016, è rivolto in via prioritaria agli enti pubblici, per finanziare interventi nell’ambito della rete del patrimonio escursionistico regionale. È prevista la concessione di aiuti finanziari per investimenti connessi alla creazione e al miglioramento di itinerari cicloturistici, escursionistici estivi e in ambiente innevato, infrastrutture per l’arrampicata sportiva e attività ricreative.  Dei 12 milioni di euro previsti, 5.174.400 sono a carico del Feasr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale), 4.777.920 a carico dello Stato e 2.047.680 euro a carico della Regione Piemonte.


fonte: PiemonteNewsletter

mercoledì 10 febbraio 2016

Pessinetto (TO) - Pulizia sulle rive dei rii

Il sindaco di Pessinetto Gianluca Togliatti ordina di intervenire urgentemente con il taglio della vegetazione sul torrente Stura di Lanzo, rio Rubert, rio Mombresto e rioLa Losa.
L'ordinanza, emessa il 25 gennaio, è finalizzata alla conservazione e al ripristino del normale scorrimento dei corsi d’acqua. ed è rivolta a tutti i proprietari le cui terre confinano con gli alvei per una lunghezza massima di quattro metri dal ciglio della sponda. Se entro trenta giorni gli interessati non dovessero provvedere, dovranno intervenire le Squadre Forestali Regionali che provvederanno sia al taglio che al deposito del materiale. Il legname sarà alienato e stoccato, o donato a Enti senza scopo di lucro. L'ordinanza assume carattere di urgenza dal momento che il Settore Tecnico Regionale ha comunicato la disponibilità delle Squadre Forestali Regionali di effettuare il taglio.


fonte: La Voce

venerdì 22 gennaio 2016

Carissimi colleghi forestali....

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:

Carissimi colleghi forestali, mi hanno informata della bagarre suscitata dalla pubblicazione su questo blog della lettera all'assessore Valmaggia.
Ero presente quando è stata lanciata l'idea di creare questo sito per scambiare le scarse notizie relative al lavoro, ai contratti, e mi era sembrata una buona idea, ma sono vecchia abbastanza per non considerare un sito come il luogo privilegiato della comunicazione e della formazione del giudizio, conseguentemente, se mi è parsa buona cosa la pubblicazione della lettera, non ho verificato che fosse stata inserita come iniziativa della CGIL.
Dopo l'ultimo incontro dell'Osservatorio conclusosi in niente, noi del Vivaio di Albano, abbiamo cercato in tutti i modi di convocare un'assemblea unica di tutti i lavoratori della VC/BI per trovare le modalità per uscire dalla situazione di stallo in cui ci troviamo, non solo rispetto al rinnovo dei contratti, ma soprattutto rispetto alla riforma della pubblica amministrazione, che ci riporta a cinque provincie
(5 dirigenti) e un coordinatore con funzioni di datore di lavoro, più un "assistente spirituale" per i vivai, e a non sapere nemmeno con che modalità i TD verranno riassunti. Chi come me ha avuto l'avventura di aver bisogno di una firma del datore di lavoro, tra luglio e settembre, ha dovuto attendere tre mesi, perchè non si sapeva più chi firmava cosa.
Le nostre sollecitazioni ai segretari FAI e FLAI per convocare un'assemblea unica, non hanno portato a nulla, perchè nel frattempo era partito il rinnovo del CCNL degli alimentaristi, con la girandola di viaggi a Roma e assemblee locali, per cui non c'era mai il giorno giusto (la "cativa lavandera" insegna) e nel frattempo i TD rimanevano a casa.
Da qui l'iniziativa di scrivere almeno una lettera di protesta all'Assessore, e poichè nel frattempo era stata approvata la riforma degli enti locali, anche al presidente Chiamparino, e alle OOSS territoriali (intendo la Camera del lavoro ed equivalenti), perchè sono coinvolte più categorie di lavoratori. Certo, ho scritto io, con l'apporto e le correzioni dei colleghi il testo, e cosa penso lo sanno tutti, per averlo sentito  in ogni incontro e assemblea, ma è firmata da tutti: iscritti e non iscritti, perchè l'iscrizione ad un sindacato non è segno di aver rinunciato alle proprie funzioni cerebrali, ma di voler costruire solidarietà.
Da qui il tentativo di voler informare tutti, anche tramite il blog, perchè, come è facile immaginare, non è semplice raggiungere persone che non si sa dove abitano, o delle quali non si hanno i numeri di telefono, raggiungerli singolarmente, intendo.
Vorrei rassicurare la signora Piccioni, della quale apprezzo di aver firmato il testo, e soprattutto apprezzo la chiarezza del testo pubblicato sul sito della regione riguardante il lavoro degli operai forestali. Tuttavia, l'informo che ho stampato la sua arringa per rileggergliela al prossimo incontro sulla sicurezza, alla prima sparata contro qualche malcapitato che per aver chiesto informazioni è accusato di non aver voglia di lavorare, o di essere un attaccabrighe. Naturalmente il riferimento non era lei, ma le lamentele che si sentono in ogni assemblea.
Vorrei rassicurare anche il "coretto delle sue squadre a corredo" o i problematici della CISL, che non è più tempo di fare fumo o di stracciarsi le vesti, ci sono fior di professionisti nel fare questo. Quando una situazione frana,  travolge tutti, anche chi pensava di essere relativamente al sicuro.
Vorrei ricordare a tutti che <<non ci sono alternative>> era un motto di M. Tatcher, che lasciò a casa i minatori del Galles senza ammortizzatori sociali e liquidò lo stato sociale inglese, o ai più giovani, che con quella stessa motivazione ci hanno rifilato, per esempio, la legge Fornero.
Le alternative ci sono sempre, basta decidere che cosa si vuole salvare: rinunciare a qualcosa (es. premi, benefit) per tirare la coperta su tutti o il si salvi chi può?; scegliere lo schema organizzativo più garantista per tutti o rinforzare il proprio fortino perchè ci perdo nella carriera, o poi magari mi spostano o mi cambiano incarico?; difendere le aspettative dei lavoratori, o non fare mosse, perchè poi magari qualcuno si ricorda dei distacchi e dei permessi?
Svegliamoci: quando un sentiero è senza uscita, o interrotto, è superfluo disquisire su chi ha pensato di passare di lì, quello che serve è avere un orizzonte più ampio per riscoprire dove passa il sentiero giusto

Adelia Barbero



giovedì 14 gennaio 2016

Dai Colleghi Valsesia 1/3, Mezzi, Colline BI/VC, Valle Cervo 1, Valle Elvo

Gli operai forestali dell’area Biella-Vercelli dopo un confronto riguardante la lettera (da inviare o inviata) al Presidente ed all' Assessore regionale, precisano che nessuno di loro è MAI stato contattato né informato della raccolta firme di cui si parla nel blog .
Di conseguenza tale lettera non può essere definita genericamente come un'iniziativa dell’area Biella e Vercelli, ma come proveniente da singoli operatori che fanno considerazioni personali non condivise dai sottoscritti .
In particolare, riteniamo che le valutazioni sul lavoro svolto e sulla sua organizzazione, in questo periodo di incertezza, andrebbero fatte valorizzando gli aspetti positivi e non unicamente criticando.
Osservazioni parziali rischiano di essere totalmente controproducenti per noi e per il nostro futuro.
Prima di scrivere comunicati a nome e per conto della totalità degli operai sarebbe stato opportuno confrontarsi con tutti gli interessati; ancor più se l'iniziativa è intrapresa o sostenuta da un sindacato.
Non condividiamo neppure la parte riguardante l'operato del direttore dei lavori, con la quale sosteniamo l’impegno continuativo sul territorio, e tantomeno quella che indica come inutile il lavoro svolto.
A riprova di questo ci supporta l’apprezzamento delle amministrazioni comunali della Valsesia e di molti altri Comuni nei quali operano le nostre squadre.
Condividiamo però alcune delle considerazioni espresse e auspichiamo che future iniziative simili siano prima discusse, non limitandosi alle nostre province ma allargando l'analisi a tutti i colleghi , al fine di incrementare l'unione tra di noi rendendo più incisiva ogni azione.

Firrmato:
Squadre forestali: Valsesia 1- Valsesia 3 – Mezzi – Colline BI/VC -Valle Cervo 1 – Valle Elvo

sabato 2 gennaio 2016

Puntualizzazioni sulla lettera con raccolta firme

In seguito alla lettera pubblicata nel precedente post, lettera indirizzata a Presidente di Regione e Assessore con raccolta firme (sarà poi partita?) è corretto dare pari risalto, al diritto di replica, con un post, e non solo un commento.
Il dialogo e lo scambio di vedute è costruttivo, dunque non lasciamo che sia un botta e risposta tra singoli colleghi e DL, i commenti sono aperti a tutti.

Come uno dei direttori lavori di Biella e Vercelli mi sembra giusto commentare questa lettera visto che cita il lavoro che svolgo in modo piuttosto offensivo. 
Su alcune cose sono d’accordo con quanto è stato scritto e quindi posso capire che ci sia un malcontento a causa di questa situazione di protratta instabilità, ma vorrei che non si sparasse a zero su tutto e tutti.
Intanto tengo a precisare che i direttori lavori in questi anni di indecisioni, di situazioni instabili, di continui cambiamenti e con pochi soldi a bilancio sono quelli che hanno cercato di gestire il lavoro degli operai sia in termini di organizzazione che in termini di ricerca di progetti FAS e PSR per l’ottenimento dei fondi utili al mantenimento della struttura. 
Non posso certo influire sulle decisioni che vengono prese a livello politico e dirigenziale, ma credo di aver fatto tutto quello che potevo per far conoscere la realtà degli operai forestali e le loro competenze, anche attraverso pubblicazioni, interventi utili al territorio, realizzazione di cartellonistica in legno, ecc.
Non so chi abbia scritto questa lettera, ma probabilmente doveva informarsi meglio, in quanto:
gli operai che mi sono assegnati che hanno mansioni di motoseghista o operatori mezzi hanno tutti il 4° e 5° livello assegnato in base al contratto di lavoro;
l’organizzazione vigente di cui si parla, con 5 uomini per squadra, esiste solo per poche squadre a causa dei pensionamenti le squadre sono ridotte a tre, quattro persone;
gli operai delle squadre assegnatemi svolgono diversi lavori di manutenzione meccaniche e sono spostati in base alle esigenze di lavoro nell’ottica di un lavoro flessibile e non certo rigido.
I lavori nelle mie aree sono organizzati in base alle richieste degli Enti, negli ultimi anni anche come progetti FAS e PSR di una certa entità e verificabili.
Per quanto riguarda la sicurezza è ovvio che il mio compito è di cercare di garantirla al meglio, ma questo non ha mai determinato il blocco dei lavori. E certamente le “grane” me le sono sempre prese tutte.
Quanto poi al fare “visite sfuggenti e al non interferire col caposquadra o con il dirigente”credo di aver dimostrato più volte che non è affatto così; in ogni caso ognuno ha un suo ruolo e una sua responsabilità.
Certo ognuno ha un suo giudizio sul lavoro degli altri, magari senza sapere qual è l’attività nel suo complesso, non considera cosa c’è oltre la visita in cantiere o il fatto che il direttore lavori deve svolgere tutta una serie di incombenze burocratiche. 
Sicuramente, anche dal mio punto di vista, l’organizzazione potrebbe migliorare, ma cerco di svolgere il lavoro all’interno del mio ruolo nel miglior modo che mi è consentito e sfido chiunque a dire il contrario.
Purtroppo, leggendo la lettera inviata dall’organizzazione sindacale si potrebbe erroneamente pensare che il lavoro degli operai sia stato poco utile, perché “svolto con lavori sporadici, male organizzati o ininfluenti” invece ritengo che questo sia assolutamente errato.
Mi auguro veramente che si capisca a tutti i livelli l’importanza della salvaguardia del territorio, che quello che è stato fatto fino ad oggi è stato utile e indispensabile e che si riconosca come risorsa fondamentale l’attività degli operai forestali. 

Cinzia Piccioni
Direttore Lavori BI-VC 
Squadre forestali 
Valsesia 1
Valsesia 3
Mezzi
Colline B.si e V.si
Valle Cervo 1
Valle Elvo

lunedì 28 dicembre 2015

Lettera con raccolta firme

E' di fine stagione 2015 l'iniziativa CGIL, di raccogliere le firme dei colleghi a mezzo di una lettera che analizzando la situazione ha lo scopo di portare Presidente e Assessore a una riflessione in merito alla realtà degli operai forestali, in questo caso, di Vercelli e Biella.
La domanda che ne consegue è: anche nelle altre provincie si è provveduto alla raccolta di firme con una iniziativa del genere, ovviamente adattando la lettera di accompagnamento alle realtà provinciali, caso per caso, provincia per provincia?
Oppure a Vercelli Biella si fa una cosa, a Cuneo un'altra e nel VCO un'altra ancora? Le organizzazioni sindacali (e i sindacalisti della medesima sigla) sono unitari nei passi da compiere o ognuno compie la propria iniziativa sgretolandosi in diverse singole decisioni?
Quella che segue, è la lettera scritta da alcuni colleghi e gentilmente condivisa sul Blog a beneficio di chi ne voglia prendere spunto, commentare, allo scopo ultimo di fare gruppo e sbiadire il concetto "divide et impera"

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:



All'assessore Valmaggia
Al presidente Chiamparino


Un anno fa durante l'incontro con le rappresentanze sindacali, l'assessore Valmaggia aveva illustrato il costituendo Ente foreste del Piemonte, in merito al quale rimaneva solo da decidere da parte della Giunta la ragione giuridica; la L.R. 1/2015 all'art.17 confermava la costituzione di un'Agenzia delle foreste formata da impiegati e tecnici dell'IPLA e degli operai (e impiegati) forestali.
Un anno dopo, dell'Agenzia non si sa più nulla, è stata attuata la riorganizzazione dei servizi regionali, ed i forestali parcheggiati presso i rispettivi "uffici provinciali", dove sono stati nominati
5 nuovi dirigenti, che si raccordano con un Datore di lavoro.
Negli anni della crisi gli operai forestali sono stati immensamente pazienti, hanno subito le stesse regole del personale della pubblica amministrazione: nessun rinnovo contrattuale, blocco delle assunzioni e blocco del turn-over, nonostante non godano delle prerogative normative, salariali e previdenziali dei dipendenti pubblici.
Benchè nessuna norma contrattuale lo preveda, inoltre, tutti gli operai sono assunti a tempo determinato per almeno quattro anni; sono assunti al primo livello, anche se fossero laureati alla Normale di Pisa, anche se avessero lavorato fino al giorno prima con la stessa mansione, questo perchè, in tempi preistorici, quando gli operai erano assunti all'ufficio di collocamento, le assunzioni numeriche potevano essere effettuate solo per il personale generico. Ora accade, che il personale assunto dopo il 2003 è rimasto bloccato a tempo determinato, ed a basso livello salariale, eccetto gli ad personam. Questi stessi operai a tempo determinato , avevano ottenuto nell'ultimo CIR di effettuare 164 giornate lavorative (inclusi i sabati non retribuiti) anziché 156, in quanto le nuove norme previdenziali sulla disoccupazione agricola comportavano una riduzione di circa 300€ dell'importo corrisposto dall'INPS (1 anno dopo) in base alla legge precedente.
E' quindi veramente indecente che ogni anno questi lavoratori debbano essere quelli che si vedono decurtato il loro già magro salario, che ogni anno si senta che non ci sono fondi su questa voce di spesa, dopo che il Consiglio Regionale ha votato (2010) l'attribuzione di parte delle entrate dei canoni idrici a copertura.
Perchè non sono state effettuate assunzioni a tempo indeterminato usufruendo degli sgravi previdenziali previsti dalla legge 190/2014 ? Alla quale sono ammessi <anche organismi pubblici interessati da processi di privatizzazione indipendentemente dalla proprietà pubblica o privata del capitale> [INPS servizi, Circolare n.17 del 29/1/2015]
Alla fine del 2015 la Vercelli Biella cui facevano capo 56 operai, ne ha in organico 41, in 9 squadre ed 1 vivaio; di questi solo 27 sono operai a tempo indeterminato, e 4 in forza al vivaio di Albano. I 23 operai rimasti in servizio durante questo autunno-inverno, come coprono l'intero comprensorio?
Senza una riorganizzazione del lavoro, basata sulle attuali esigenze, l'organizzazione vigente : 5 uomini (dei quali 1 caposquadra, e 1 vicecapo con relativa indennità), un mezzo, un centro di raccolta e rimborso chilometrico, risulta rigida e dispendiosa, pesante per i lavoratori, dispersiva e poco produttiva, mentre la creazione di cantieri reali, dove si possano prevedere anche operazioni economiche, come previsto dal contratto (filiera del legno, manutenzioni meccaniche, preparazione dei materiali) da effettuare in caso di maltempo, e squadre create sulla base delle esigenze effettive, potrebbero garantire più efficienza e minori costi, nonchè una migliore continuità del lavoro.
L'altra rigidità è la "scala gerarchica", che mortifica ogni creatività, finalizza la sicurezza al non aver grane, rende ogni scelta ineluttabile, fino all'irrazionale, non riconosce competenze.
E' una scala gerarchica mutata dalla affiliazione originaria al Corpo forestale, dove i forestali erano i civili, che facevano qualcosa di "totalmente altro", che non dovevano essere né conosciuti , né informati. Le nostre OOSS devono elemosinare un incontro, per ottenere informazioni generiche e sfuggenti, somministrate in commissione rigorosamente ristretta. Gli strumenti contrattuali vanificati dall'emergenza economica , le poche comunicazioni ottenute, contrastano con quelle che hanno i direttori lavoro, quelli che fanno visite sfuggenti, che si guardano bene dall'interferire con il caposquadra, e tantomeno con il dirigente, quelli cui compete il premio di produzione ci siano o meno soldi a bilancio.
I forestali sono cittadini che amano le montagne e il territorio dove vivono e vorrebbero vederlo curato nel migliore dei modi, con programmazione e competenza, anziché svolgere lavori sporadici, male organizzati, o ininfluenti.
Come cittadini del Piemonte, sappiamo bene che ci sono gravi difficoltà economiche, che ci sono servizi vitali che hanno la precedenza sul nostro, ma rivendichiamo, anche il nostro, come servizio essenziale nella difesa idrogeologica del territorio montano, e nella prevenzione dei dissesti idrogeologici
Il lavoro degli operai forestali è sempre stato legato alla bonifica montana, per questo motivo, è stato trasferito alle regioni insieme alle relative competenze.
La recente riforma delle autonomie locali, la trasformazione delle Comunità montane in Unioni montane, che promuove l'associazionismo dei piccoli comuni per dotarsi di servizi; la costituzione degli Enti di area vasta, a loro volta con competenze in materia di tutela ambientale, non deve far perdere di vista che la bonifica montana, già Regio decreto del 1933, finalizza la conservazione e tutela di un territorio montano, ad un impulso al suo sviluppo economico, e comporta la costituzione di consorzi per la gestione e manutenzione delle opere effettuate, attraverso il riparto delle spese tra i proprietari sia pubblici che privati, che ne ricavano un beneficio, o un incremento di valore.
La bonifica montana, non è un servizio, non compete con sanità, scuola, trasporti, assistenza, è un investimento su territorio, la cui conservazione ricade su quanti realizzano il beneficio che ne deriva.
Il piano di sviluppo rurale dovrebbe portare al Piemonte un miliardo di euro; il prossimo febbraio dovrebbero essere stanziati dall'Unione europea i fondi per contrastare il dissesto idrogeologico eppure non si fa un passo avanti nella definizione delle competenze, nel prefigurare un futuro.
Di fronte a una legislazione che non manca di potenzialità, prevale forse la volontà di abbandonare il settore forestazione al declino, buttando via tutti gli investimenti fatti in formazione, sicurezza, strutture, proprietà, perchè il privato è meno impegnativo, o perchè l'autismo del servizio gli impedisce di formulare relazioni alternative?
Di fronte a questa inerzia, i lavoratori forestali hanno l'impressione di non essere altro che un pacchetto di alcuni milioni di euro che può essere dato in dote a questa o quella voce di bilancio, in attesa della sua progressiva insignificanza.
Chiediamo quindi alle Unioni Montane, all'Ente di area vasta, ai Comuni, alle Organizzazioni Sindacali territoriali, alle Organizzazioni professionali, agli enti economici, di non rinunciare al dibattito locale, delegando tutto ai vertici regionali, come se individuare le opportunità locali costituisse già una voce fuori dal coro; di non rinunciare a interpretare la salvaguardia del territorio come opportunità di lavoro e di ripresa economica, accontentandosi invece di dare solo un nuovo nome alle cose, ma non una diversa sostanza; di non sospendere ogni mossa ogni giudizio quasi che il pensare stesso, il prefigurare un futuro fosse compito esclusivo di alcuni e non potesse essere esercitato anche in Valsesia , o in Valsessera, piuttosto che a Torino. I cambiamenti incisivi e duraturi sono sempre partiti dal basso, come dice il proverbio... chi si fa pecora, il lupo se lo mangia!

[seguono firme ]

mercoledì 23 dicembre 2015

Cintano (TO) - Presepe nel crutin


Quest'anno per le festività natalizie l'amministrazione del Comune di Cintano, oltre al consueto e tradizionale albero di Natale nell' anfiteatro della chiesa, ha allestito un suggestivo presepe.
L' inverno scorso erano stati restaurati, col prezioso intervento delle squadre forestali, due tradizionali "crutin", piccole cantine utilizzate per la conservazione del latte. Uno di questi è stato utilizzato come capanna x la rappresentazione della Natività di Cristo.
Il presepe nel crutin e' visitabile in qualsiasi momento ma quando scende la notte è ancor più incantevole...



fonte: Voce Canavese

venerdì 18 dicembre 2015

Piano piano, verso l'Agenzia

 
Nella seduta del 15 dicembre 2015 il Consiglio Regionale ha approvato a maggioranza con 30 voti favorevoli, 3 contrari e 12 non votanti  le disposizioni collegate alla manovra finanziaria per l’anno 2015.
In queste disposizioni figura, tra i 50 articoli ed emendamenti vari, anche la ormai nota costituzione dell'Agenzia Foreste e Territorio, organismo a partecipazione interamente pubblica il cui personale è formato da dipendenti dell'Ipla, da addetti alle sistemazioni idraulico-forestali e da dipendenti regionali.

Le variazioni alla legge iniziale sono minime, se paragonate a ciò che già avevamo saputo, ovvero

il comma 1 dell'art.17 cambia da:
"Al fine di conseguire gli obiettivi di razionalizzazione delle società partecipate e migliorare l'efficacia delle azioni a protezione del territorio, la Giunta regionale è autorizzata ad adottare le misure necessarie e opportune per costituire l'Agenzia Foreste e Territorio della Regione Piemonte tramite l'integrazione dell'Istituto per le Piante da Legno e l'Ambiente S.p.A. (IPLA), dei suoi impiegati e degli operai forestali della Regione."
a 
Al fine di conseguire gli obiettivi di razionalizzazione dei soggetti partecipati e migliorare l'efficacia delle azioni a protezione del territorio, la Giunta regionale è autorizzata ad adottare le misure necessarie e opportune per costituire l'Agenzia Foreste e Territorio della Regione Piemonte, organismo di diritto pubblico ed a partecipazione interamente pubblica, il cui personale è costituito dai dipendenti dell'Istituto per le Piante da Legno e l'Ambiente S.p.A. (IPLA S.p.A), dagli addetti alle sistemazioni idraulico-forestali della Regione Piemonte nonché da dipendenti regionali.

con aggiunta dell'art.1 bis:
Al personale dell'Agenzia di cui al comma 1, si applicano i rispettivi contratti in essere negli enti di provenienza.
  
 il comma 2 dell'art.17 cambia da:
La Giunta regionale adotta i provvedimenti volti all'attuazione degli obiettivi di cui al comma 1, mantenendo fermo l'assetto proprietario a capitale interamente pubblico della nuova realtà regionale e le funzioni strumentali a essa attribuite. 
 
a 
La Giunta regionale adotta i provvedimenti volti all'attuazione degli obiettivi di cui al comma 1
 
il comma 3 dell'art.17 cambia da:
La Giunta regionale provvede a elaborare le proposte necessarie alla riunificazione delle due strutture entro giugno 2015.   
a
La Giunta regionale provvede ad elaborare le proposte necessarie all'attuazione dei disposti dei commi 1 e 2 ed all'estinzione dell'Istituto per le Piante da Legno e l'Ambiente S.p.A. (IPLA S.p.A.) entro novembre 2015.  

infine la rubrica dell' art.17 (Integrazione delle funzioni dell'IPLA, dei suoi impiegati e degli operai forestali della Regione nella costituenda Agenzia Foreste e Territorio), e' sostituita dalla seguente (Agenzia Foreste e Territorio).

Notare che solo a dicembre si è approvata la legge in materia di disposizioni collegate alla manovra finanziaria per l’anno 2015, presentata a luglio (Ddl 143) è evidente quindi il ritardo burocratico specie nel comma 3

Per chi volesse invece leggere il testo della legge originaria può scorrere all'art.17 QUI


mercoledì 16 dicembre 2015

Sul Corriere di Saluzzo il ringraziamento del Sindaco di Roccabruna

Le chiedo questo spazio per ringraziare, ma soprattutto
per portare a conoscenza i lettori dell’importanza del lavoro
svolto dagli operai forestali nella pulizia dei sentieri, permettendo
così la transitabilità di questa rilevante attrattiva turistica,
la meticolosa pulizia dei boschi e delle piste forestali, vie
d’accesso in caso di incendi, e infine la fondamentale rimozione
delle piante dal letto dei fiumi.
Le squadre, molto preparate sotto profilo professionale e
attente alla cura delle nostre montagne, sono aiuto primario
per le amministrazioni comunali nel mantenere un buon
ambiente.
Un grazie a tutti loro e un appello agli amministratori
regionali perchè non ci siano altri tagli in questi settori
nonostante il momento di ristrettezza economica. I soldi
investiti sul mantenimento dei boschi, sono fondi risparmiati
per ripristinare eventuali danni di possibili alluvioni.
Rinnovo i miei ringraziamenti.
Il Sindaco di Roccabruna


fonte: Corriere di Saluzzo