Visualizzazione post con etichetta dissesto idrogeologico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dissesto idrogeologico. Mostra tutti i post

venerdì 3 giugno 2016

COMUNICATO STAMPA

OPERAI E IMPIEGATI FORESTALI: NEGLI ULTIMI DUE ANNI 50 LAVORATORI IN MENO, LA REGIONE PIEMONTE INVESTE NELL'EMERGENZA ANZICHE' NELLA PREVENZIONE. FAIFLAI-UILA: SUBITO IL RINNOVO DEL CONTRATTO SCADUTO DAL 2011.
Le segreterie unitarie FLAI CGIL - FAI CISL - UILA UIL Piemonte, dopo l'incontro tenutosi il 23
maggio con Alberto Valmaggia (Assessore all'Ambiente, Urbanistica, Programmazione Territoriale
e Paesaggistica, Sviluppo della Montagna, Foreste, Parchi, Protezione Civile), dichiarano la loro
completa insoddisfazione.
Da tempo la vertenza sugli operai e gli impiegati Forestali non porta nessun risultato, anzi mostra
degli arretramenti preoccupanti. L'unica nota positiva è stata l'impegno a garantire – finalmente - ai
tempi determinati le 164 giornate lavorative previste dal Contratto Integrativo Regionale che da 2
anni, inspiegabilmente, nonostante le risorse a disposizione lo avrebbero permesso, non si è
permesso di effettuarle.
Quando si parla del settore della Forestazione (pochi lo sanno) si parla di quei lavoratori che fanno
manutenzione nel territorio, intervenendo nella tutela del patrimonio boschivo, della montagna,
della sentieristica, nella pulizia dei rii e degli alvei, garantendoci la sicurezza e la prevenzione,
affinché al primo scroscio d'acqua non frani tutto.
Almeno così dovrebbe essere, invece si segnalano degli arretramenti preoccupanti in una Regione
come la nostra, dove il rischio di frane, smottamenti e esondazioni è purtroppo una triste realtà.
Invece di rafforzare la presenza e le competenze di questi lavoratori, se ne registra un calo
preoccupante, con annessa una politica al risparmio e all'inefficienza che non ha giustificazioni.
La Regione Piemonte con le sue scelte dimostra che preferisce investire nell'emergenza che nella
prevenzione.
Oggi in tutta la nostra Regione lavorano 198 tempi determinati (stagionali) e 273 tempi
indeterminati (fissi), erano rispettivamente 215 stagionali e 305 fissi, quindi in tutta la Regione
Piemonte oggi ci sono 471 operai contro i 520 che c'erano prima dell'era Valmaggia.
Cosa si può fare con un numero così limitato di lavoratori, che per una parte dell'anno si riducono
di una grossa fetta, in una Regione che si chiama PieMonte non a caso, con un patrimonio (tale
deve essere considerato) montano e boschivo come il nostro?
Non parliamo dei grandi numeri di alcune Regioni del sud Italia, parliamo di una effettiva scelta di
campo della Regione Piemonte, che punti alla prevenzione e che metta in condizione gli operai
forestali di operare anche nell'emergenza, dotandoli di mezzi che ora giacciono in qualche
magazzino a impolverarsi, evitando - come capita a volte – di utilizzare strumenti propri per
svolgere il lavoro.
Gli operai e impiegati forestali non vanno considerati un costo ma una risorsa.
Le segreterie FLAI FAI UILA, unitariamente, auspicano che vi sia una immediata risposta alla
richiesta di incontro fatta al Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, al quale si
chiede lo sblocco del turnover, con il conseguente ripristino dei numeri minimi che si avevano 2
anni fa.
Inoltre i sindacati del settore richiedono un tavolo plenario di trattativa per il rinnovo del contratto
integrativo regionale, scaduto nel 2011, senza contare che anche il mancato rinnovo del CCNL
Nazionale, scaduto nel 2012, priva questi lavoratori di una giusta retribuzione.
Questa situazione non può più essere ulteriormente tollerata, in mancanza di risposte adeguate
FLAI FAI UILA si vedranno costrette a una mobilitazione del settore.

Torino, 25 maggio 2016
FLAI CGIL FAI CISL UILA UIL
PIEMONTE



lunedì 11 aprile 2016

Fondi PAR FSC per dissesto idrogeologico


Il dissesto idrogeologico, il reperimento dei fondi, l'ordine del giorno n.683 dal titolo "Individuare, nell'ambito della nuova programmazione dei fondi PAR FSC, risorse specifiche finalizzate a finanziare gli interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico" presentato in data 24 marzo 2016 da alcuni Consiglieri regionali, tra cui il primo firmatario Ottria (PD)



giovedì 16 luglio 2015

A chi, per cosa.... e noi?

Nelle province di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Torino e Vercelli potranno essere effettuati interventi di mitigazione del rischio idrogeologico per un totale di 12,5 milioni di euro.  Il finanziamento riguarda opere previste nell'accordo di programma del 2010 a seguito di eventi alluvionali del 2008 e 2009 e non finanziate con altre misure e proviene dal decreto di finanziamento emanato dal commissario straordinario per la realizzazione di un accordo di programma stipulato nel novembre 2010 tra la Regione Piemonte ed il Governo.
L’intero accordo di programma prevede un finanziamento complessivo di oltre 65 milioni per 217 opere. «È importante realizzare al più presto questi lavori per la messa in sicurezza del territorio e proseguire con le progettazioni di ulteriori opere in modo da consentirne la cantierabilità» commenta l’assessore regionale alle Opere pubbliche e Difesa del Suolo, Francesco Balocco.

E il settore forestale, 500 operai forestali, nascente Agenzia Forestale?
Potrebbero mai essere considerati nel progetto, portando un pizzico di giornate in più agli stagionali (164 gg. è chiedere troppo?) e dare una solidità alla professionalità di quanti di noi, negli anni, han frequentato corsi e lezioni, per poi cosa?

12,5 milioni di euro (di 65 milioni).... da tenere a mente, per quando ci si sente dire che non ci sono i fondi per.



lunedì 17 novembre 2014

Procedure semplificate per pulire i fiumi

Procedure più snelle fino al 31 marzo 2015 per la rimozio ne degli alberi ed altro materiale dagli argini e dagli alvei dei fiumi dell’Alessandrino: una determina della direzione Opere pubbliche della Regione Piemonte semplifica le modalità di accesso e occupazione dell’area demaniale, anche con mezzi meccanici, per la raccolta della legna e del materiale sradicato, evitando così accumuli e ostruzioni che possono risultare pericolosi in caso di nuovi fenomeni piovosi intensi.
Invece della richie sta di autorizzazione idraulica, co me previsto in condizioni di normalità, sarà sufficiente per le amministrazioni locali inviare una semplice comunicazione, per consentire gli opportuni controlli al settore decentrato Opere pubbliche ed al Corpo forestale.
Su richiesta dei sindaci, gli operai forestali della Regione e i volontari di Protezione civile svol- geranno azioni di pulizia dei fiumi nelle aree interessate. Rilevando inoltre che un corretto deflusso dei corsi d’acqua dipende anche dall’assenza di accumuli di terra, pietre e ghiaia negli alvei, la determina ricorda che eventuali operazioni di rimozione e asportazione di materiale in corrispondenza di ponti o di punti critici nei pressi di centri abitati possono essere eseguite, per quantitativi inferiori ai 10.000 metri cubi, anche tramite operatori privati in base alle norme vigenti, previa verifica tecnica ed autorizzazione della Regione.

domenica 16 novembre 2014

Stati generali contro il dissesto idrogeologico

L'assessore alla Difesa del suolo F. Balocco (a sinistra..)
La Regione intende convocare in tempi brevi gli Stati generali contro il dissesto idrogeologico del Piemonte, in modo da riunire in un unico percorso tutti gli enti, le amministrazioni e le associazioni impegnate nella mitigazione del rischio rappresentato da frane e alluvioni.
A darne l’annuncio è l’assessore regionale alla Difesa del suolo, Francesco Balocco, secondo il
quale «è necessario anche un cambio di mentalità e di approccio complessivo. La realizzazione di argini non sempre si è rivelata la soluzione migliore perché, se risolve il problema in un determinato punto, magari lo sposta un po’ più a valle. Occorre intervenire con nuove modalità di pulizia e assetto degli alvei dei fiumi e, in casi estremi, valutare l’opportunità di riallocare strutture abitative a rischio».
A questo proposito Regione, Protezione civile, Autorità di bacino. Aipo, Comuni e volontari di Protezione civile contribuiranno all’elaborazio ne dei progetti riguardanti il Piemonte che saranno inse-
riti nella programmazione settennale prevista dal Governo, partendo da quelli, numerosi, già esistenti ma che non sono stati finanziati per mancanza di fondi.
Riguardo a tale piano, che prevede di stanziare cinque miliardi dai fondi strutturali Ue e due dal cofinanziamento delle Regioni, Balocco, intervenendo l’11 novembre a Romaall’incontro “Fuori dal fango! Gli Stati generali contro il dissesto idrogeologico”, ha sostenuto che «occorre coordinare gli interventi e fare in modo che nei confronti di Bruxelles ci sia un unico interlocutore che funga da catalizzatore dei vari progetti e presenti un piano organico e coerente. E’ fondamentale indicare un modello che preveda nuove normative, procedure più snelle e strumenti per eliminare ritardi, inerzie e incuria e dare concretezza all’opera pubblica prioritaria: la prevenzione e la riduzione del rischio idrogeologico, anche attraverso l’attribuzione di poteri più ampi presidenti-commissari regionali».

sabato 15 novembre 2014

Maltempo, tragico il bilancio


Tragico bilancio del maltempo negli ultimi giorni in Piemonte, con una vittima ed un ferito, nel Biellese, oltre a smottamenti, frane e allagamenti diffusi in varie province. La Protezione civile della Regione ha segnalato, sempre nel Biellese, frane pure a Sostegno, Valle Mosso, Strona, Broglio, Valle San Nicolao, Zubiena, Mezzanae Trivero; nel Novarese l’evacuazione di 30 persone a Pella e smottamenti ad Alzo di Pella e Grignasco; nel Vco, esondato il Lago Maggiore, così come il Lago d’Orta, dove una trentina di persone sono state evacuate in località Alzo di Pella, oltre ad allagamenti ad Omegna e Orta. È rimasta interrotta la linea ferro viaria Domodossola-Milano e Domodossola-Novara. Problemi per una frana anche sulla A26 Voltri-Gravellona, all'altezza di Carpugnino: i detriti hanno raggiunto alcune auto in transito, per fortuna senza danni per gli automobilisti. Nel Vercellese sono straripati in Valsesia i fiumi Sesia e Agogna. Nell'Alessandrino circa 150 persone sono rimaste isolate in Val Borbera, in seguito alla
chiusura precauzionale delle strade. Un'abitazione è stata sgomberata anche a Chiaverano (To), vicino ad Ivrea. Allagamenti e disagi diffusi anche nell'Astigiano, nel Cuneese e nel Novarese.
Nel pomeriggio di giovedì 13 novembre, la Protezione civile regionale ha dichiarato chiusa la fase emergenziale dell’evento. Un nuovo peggioramento del tempo è però previsto tra la serata di venerdì 14 e sabato 15 novembre

venerdì 17 ottobre 2014

Dissesto idrogeologico in Piemonte

 




 VERBANIA, 14 OTT - E' stata chiusa nella notte la Statale 34 del lago Maggiore, tra Cannobio e il confine di Stato, all'altezza del bivio di S. Agata.A causa del maltempo delle ultime ore, dalla montagna sono caduti fango e alberi. Nessuno è rimasto ferito; l'arteria è stata subito liberata. Si attende l'arrivo dei tecnici di Anas per verificare che non ci siano massi pericolanti. Stamattina i lavoratori frontalieri che si recano in Svizzera hanno raggiunto il lavoro lungo la strada Centovalli o in battello.



ALESSANDRIA, 14 OTT - Non piove più in provincia di Alessandria, colpita ieri da una violenta ondata di maltempo, ma resta alta l'allerta per il rischio frane. Le idrovore sono al lavoro per liberare strade ed edifici allagati ed oggi si effettueranno i sopralluoghi necessari per la prima stima dei danni. "Abbiamo chiesto alla Regione di chiedere lo stato di calamità, sono indispensabili nuove risorse", afferma Rocchino Muliere, sindaco di Novi Ligure. Oggi vertice in prefettura e scuole chiuse.


14 OTT - Il presidente della regione Piemonte Sergio Chiamparino, intervenendo, questa mattina in Consiglio Regionale, ha annunciato la decisione di chiedere al governo il riconoscimento dello stato di calamità naturale per il Piemonte. Chiamparino ha detto che oggi pomeriggio, alle 16.00, in prefettura ad Alessandria, firmerà la richiesta al governo del riconoscimento dello stato di emergenza per la regione. Immediatamente verranno stanziati cinque milioni di euro per le situazioni più urgenti dalla Regione.

mercoledì 10 settembre 2014

ATTUALITA' - L’assessore Valmaggia: «Attendiamo una risposta rapida dal Governo»

L'assessore all'Ambiente, Difesa del suolo e Protezione civile, Alberto Valmaggia, ha sottolineato: «Tutto lo sforzo della Regione a sostegno delle Province e dei Comuni che, non dimentichiamo, con risorse a volte risibili riescono a compiere vere e proprie imprese a tutela dei propri cittadini, da solo non basta. La richiesta
al Governo del riconoscimento dello stato di calamità deve ottenere un'immediata risposta. Non dimentichiamoci, inoltre, che fra le tante denunce che giungono, c'è anche quella dei Comuni che, forti di
disponibilità di cassa che potrebbero essere utilizzate per opere a tutela del territorio, si trovano nell'impossibilità di impiegare le stesse a causa dei vincoli del patto di stabilità.
Occorre rivedere al più presto le regole generali con cui si fa tutela del territorio, perché tra pochi mesi celebreremo il triste ventennale dell'alluvione del 1994; un evento che ha messo in ginocchio il Piemonte, che tuttavia si è rialzato più forte e preparato di prima grazie a misure di pronto intervento e alla realizzazione di
opere pubbliche di cui non può che andare fieri. Sarà proprio in quell'occasione che le rappresentanze del territorio, in primis la Regione, si faranno da portavoce di tutti i cittadini piemontesi per chiedere allo Stato di non essere lasciati soli nella difesa del proprio suolo e dei cittadini. Perché se tanto è stato fatto da quel triste
autunno di vent'anni fa, ancora tanto rimane da fare, e non possiamo più permetterci di trovaci timorosi di fronte ad eventi come quelli appena verificatisi».

fonte: Piemontenews n.30

martedì 9 settembre 2014

ATTUALITA' - Tanaro Amico, a vent’anni dall’alluvione del ‘94

A distanza di due decenni dalla tragica alluvione del 1994 che distrusse il Basso Piemonte e, in particolare, il vasto territorio della provincia di Cuneo arriva, dal 12 al 14 settembre, l’Operazione Tanaro Amico 1994-2014.
L’iniziativa, promossa dalla Regione Piemonte e dalla Provincia di Cuneo, con i Comuni coinvolti dall’evento alluvionale, consisterà in un’operazione di prevenzione lungo tutta l’asta del fiume Tanaro e, in particolare, nell’Albese, nel Monregalese e nel Cebano con volontari provenienti dalle località della Granda. Cerimonia conclusiva a Nucetto domenica 14 settembre alle ore 11.

fonte: Piemontenews n.30

lunedì 8 settembre 2014

ATTUALITA' - Bilancio maltempo d'estate 2014

Dopo la richiesta avanzata dal presidente Sergio Chiamparino al presidente del Consiglio Matteo Renzi e al Capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, nella quale si evidenziano i danni subiti non solo dalle opere pubbliche ma anche dai privati, la Regione si è attivata nel calcolare una stima il più attendibile possibile degli oneri a carico proprio e delle Province. La valutazione, comprendente gli interventi per la maggior parte legati al ripristino della viabilità, si assesta sui 40 milioni di euro, escludendo al momento i danni subiti
dai privati, ancora di incerta stima.
L'analisi dettagliata dell'Arpa Piemonte ha permesso di classificare il mese di luglio 2014 quale il più piovoso degli ultimi 60 anni, con una media pluviometrica di circa due volte superiore rispetto ai parametri di riferimento (periodo tra il 1971 e il 2000). Non è l'unico record battuto: sempre il mese di luglio ha registrato le temperature più rigide mai registrate negli ultimi 57 anni. Traguardi negativamente analoghi sono stati raggiunti nel mese di agosto, senza che si desse tregua a un territorio colpito a 360 gradi da frane, smottamenti e allagamenti. Tra le zone maggiormente sofferenti e che hanno necessitato di un monitoraggio massiccio della Protezione Civile regionale, nonché dell'intera macchina di pronto intervento coadiuvata dal sistema dell'Antincendi boschivi, si possono menzionare Pallanzeno (Vb), Cerrione, Sandigliano e Soprana (Bi), Dronero, Bernezzo, Caraglio, Caramagna Piemonte, Piozzo e Revello (Cn), Orba e Ovada (Al), Lanzo, Ceronda, Casternone, Caravino, Cafasse e Casalborgone (To), i Comuni pedemontani del Pinerolese e il Chivassese, colpito l'8 agosto da una tromba d'aria che ha scoperchiato case e creato notevoli danni alla viabilità e al servizio di erogazione dell'energia elettrica.
«La Regione non si è trovata impreparata di fronte a eventi del tutto inconsueti, come registrano gli annuari dell'Arpa - puntualizza l'assessore all'Ambiente, Difesa del suolo e Protezione civile, Alberto Valmaggia -. Siamo riusciti a evitare danni alle persone, alle abitazioni e alle opere pubbliche in misura ben maggiore di quanto sarebbe potuto avvenire se questo territorio non disponesse di un servizio di Protezione civile e di un sistema di monitoraggio ambientale invidiabile in tutto il Paese».

fonte: Piemontenews n.30

martedì 3 giugno 2014

Dissesto idrogeologico, firmato decreto del 2010

 
È stato firmato il decreto per l'avvio di 69 dei 217 interventi previsti nell’accordo di programma per la mitigazione del rischio idrogeologico, sottoscritto tra la Regione Piemonte ed il Ministero dell’Ambiente nell’ottobre del 2010.
Si tratta di opere che il territorio attende da tempo, richieste anche dai Comuni in quanto comportano la messa in sicurezza dal rischio idraulico e dalle frane, per un importo complessivo di 22 milioni di euro.
Fino ad oggi, a causa del mancato trasferimento delle risorse dal Ministero dell’Ambiente e di altre problematiche legate al ritardo nella nomina, sempre da parte del Ministero, del commissario incaricato dell’attuazione, erano state realizzate tutte le progettazioni definitive ed avviati 37 interventi.

I Comuni beneficiari del contributo per gli inteventi sono:

PROVINCIA DI TORINO
COMUNITA' MONTANE. VALLI DI LANZO, CERONDA E CASTERNONE
COMUNE DI AGLIE'
COMUNE DI BALANGERO
COMUNE DI BALDISSERO TORINESE
COMUNE DI BRUZOLO
COMUNE DI CAVAGNOLO
COMUNE DI CERES
COMUNE DI CHIOMONTE
COMUNE DI CORIO
COMUNE DI CUMIANA
COMUNE DI GASSINO TORINESE
COMUNE DI OULX
COMUNE DI SAN SEBASTIANO PO
COMUNE DI SAUZE D'OULX
COMUNE DI VERRUA SAVOIA

PROVINCIA DI ALESSANDRIA
COMUNE DI CABELLA L.RE
COMUNE DI CANTALUPO L.RE
COMUNE DI CASTELLETTO D'ERRO
COMUNE DI FRANCAVILLA BISIO
COMUNE DI FUBINE
COMUNE DI GAVI
COMUNE DI MOMBELLO M.TO
COMUNE DI MONGIARDINO LIGURE
COMUNE DI MONTECASTELLO
COMUNE DI MURISENGO
COMUNE DI PONTESTURA
COMUNE DI RIVARONE
COMUNE DI ROCCHETTA L.RE
COMUNE DI SARDIGLIANO
COMUNE DI SERRALUNGA DI CREA
COMUNE DI SERRAVALLE SCRIVIA

PROVINCIA DI ASTI
COMUNE DI ALBUGNANO
COMUNE DI CASTELL'ALFERO
COMUNE DI CISTERNA D'ASTI
COMUNE DI COCCONATO
COMUNE DI COSTIGLIOLE D'ASTI
COMUNE DI FERRERE
COMUNE DI INCISA SCAPACCINO
COMUNE DI MOMBERCELLI
COMUNE DI MONCALVO
COMUNE DI ROCCHETTA PALAFEA
COMUNE DI TIGLIOLE

PROVINCIA DI BIELLA
COMUNE DI BENNA
COMUNE DI CREVACUORE
COMUNE DI OCCHIEPPO INFERIORE
COMUNE DI PIEDICAVALLO
COMUNE DI VIGLIANO BIELLESE

PROVINCIA DI CUNEO
COMUNE DI BASTIA MONDOVI'
COMUNE DI CAMO
COMUNE DI CANALE
COMUNE DI CASTAGNITO
COMUNE DI CASTIGLIONE FALLETTO
COMUNE DI CEVA
COMUNE DI CHERASCO
COMUNE DI DOGLIANI
COMUNE DI MONTEU ROERO
COMUNE DI MONTICELLO D'ALBA
COMUNE DI REVELLO
COMUNE DI SANTA VITTORIA D'ALBA
COMUNE DI SANTO STEFANO ROERO

PROVINCIA DEL VERBANO-CUSIO-OSSOLA
COMUNE DI GRAVELLONA TOCE
COMUNE DI VALSTRONA
COMUNE DI VERBANIA
COMUNE DI RIMA SAN GIUSEPPE

mercoledì 23 aprile 2014

Rischio idreogeologico, necessarie misure concrete

 
Il Presidente del Consiglio Renzi ha annunciato lo stanziamento di 1,5miliardi di euro per combattere
il rischio idrogeologico, suscitando speranze e perplessità.
«Auspichiamo che le misure annunciate abbiano le necessarie coperture finanziarie, sarebbe utile che qualcuno informasse il Premier che in parte le risorse già ci sono: basterebbe solo mettere gli enti
preposti al loro utilizzo nella condizione di poter spendere i soldi stanziati», ha dichiarato l’assessore regionale alla Difesa del Suolo Roberto Ravello.
La Regione Piemonte ha sottoscritto un accordo di programma col ministero dell’Ambiente nel 2010 per la realizzazione di 217 interventi contro il rischio idrogeologico.
«Per ritardi sui trasferimenti dei fondi da parte dello Stato, ci siamo trovati nella situazione paradossale di avere 13 milioni di euro in cassa senza poterli spendere». L’Accordo prevedeva la nomina di un
commissario di Governo, come unico soggetto titolato alla realizzazione di progetti e pagamenti.
A fronte dei ritardi nel trasferimento delle risorse, il commissario ha rassegnato le dimissioni nel luglio
2013.

fonte: il Piccolo

mercoledì 5 marzo 2014

Ecosistema Rischio, Legambiente boccia Serravalle (AL)


Sono ben 1.049 i comuni del Piemonte in cui sono presenti aree a rischio idrogeologico,l’87% del totale. In 160 comuni piemontesi sono presenti abitazioni in aree a rischio frana e in prossimità di alvei, in tali zone, in 111 amministrazioni piemontesi, sorgono impianti industriali pericolosi. In 31 Comuni, sono state costruite in aree a rischio idrogeologico addirittura strutture come scuole, ospedali, centri commerciali. E in 43 Comuni sono presenti interi quartieri in zone esposte a pericolo di frane e alluvioni.
Questo  il quadro che emerge da “Ecosistema Rischio”, il dossier annuale di Legambiente e Dipartimento
della Protezione Civile che mette ancora una volta in luce quanto sia pesante nel nostro Paese l’urbanizzazione delle aree più fragili. Il rapporto, diffuso pochi giorni fa e giunto ormai alla sua decima edizione, ha preso a campione 205 amministrazioni comunali piemontesi. «I dati relativi all’urbanizzazione delle aree a rischio sono sostanzialmente confermati di anno in anno – dichiara Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte – Non c’è stata un’inversione di tendenza, anzi, si è continuato a costruire anche in zone a rischio».
Le amministrazioni comunali del novese e dell’ovadese sono state però sostanzialmente promosse. Nella classifica di Legambiente non arriva ala sufficienza solo Serravalle Scrivia (5,75 il voto).
È però in miglioramento, dopo il sonoro 2 del 2010.
I parametri di valutazione che i tecnici hanno utilizzato sono stati: attività di manutenzione ordinaria delle sponde dei corsi d’acqua e delle opere di difesa idraulica, organizzazione del sistema locale di protezione civile, presenza di case, industrie o altre strutture sensibili in aree a rischio idrogeologico.

fonte: il Novese

martedì 4 marzo 2014

Dissesto idrogeologico nel Novese (AL)


Gli scienziati parlano di riscaldamento globale, di clima impazzito. I meteorologi di bombe d’acqua, di tropicalizzazione del mar Mediterraneo.
Le associazioni ambientaliste da tempo hanno puntato il dito contro il dissesto idrogeologico e la cementificazione selvaggia, che riduce la capacità del terreno di assorbire la pioggia. Il nostro Paese, a ogni evento meteo “estremo”, sprofonda in un mare di fango e di polemiche. Scarsa la prevenzione, scarsa la capacità di controllo e di gestione del territorio, alla fine ci si ritrova a spendere le poche risorse a disposizione per interventi di emergenza che lasciano il tempo che trovano. Ne sono un esempio gliallagamenti menti che si sono verificati in Piemonte (soprattutto nelle provincia di Alessandria) il 25-26 dicembre 2013 e tra il 17 e il 19 gennaio di quest’anno. Pochi giorni fa, la Regione Piemonte ha diffuso un rapporto sui danni che le piogge di quei giorni causarono un po’ dappertutto.
Lo scopo? Migliorare le opere di difesa del suolo? Forse. Per ora, però, il dossier elaborato dalla Direzione Opere Pubbliche servirà soprattutto a sostenere la causa del Piemonte, che ha chiesto al governo la dichiarazione dello stato di emergenza per quegli eventi. Servirà, cioè, a chiedere soldi
per il ripristino delle strutture danneggiate.
La relazione, dunque, è tutta incentrate sui danni causati dal passaggio della perturbazioneatlantica Dirk e sui necessari interventi della Protezione Civile. I tecnici della Regione ripercorrono quei momenti: si comincia con il 26 dicembre, quando a Fresonara si segnala il cedimento dellasponda del rio Acqua Nera, mentre l’Orba a Basaluzzo superava la soglia di attenzione. A Fraconalto una frana
si portava via decine di metri della strada comunale Frecce-Tegli, isolando due frazioni, e a Molini saltavano i collegamenti telefonici. Frane anche
sulla provinciale delle Capanne di Marcarolo, a Bosio, Mornese a Voltaggio,in località Ruzzo. A Gavi veniva evacuata la casa del custode del Lago Cortese a rischio allagamento, e chiusoil guado per Bosio-Parodi.
Tanti i danni che si vennero a creare anche in val Borbera. A Sorli, frazione di Borghetto, una frana di crollo aveva coinvolto un’abitazione causando fortunatamente solo danni al tetto, ma costringendo la famiglia allo sgombero.
Sempre una frana aveva interessato la provinciale tra Borghetto e Garbagna. A Vignole, la frana lungo la comunale Variano-Castello, già chiusa al traffico, si era ulteriormente ampliata mettendo a nudo una tubatura dell’acquedotto.
A Cantalupo, segnalati problemi lungo la strada comunale Prato-Vendersi in sponda destra del torrente Rivanaro. A Grondona movimenti franosi lungo la sponda del torrente Dorzegna, lungo la strada comunale Sasso-Lemmi e sulle strade comunali Sezzella e Formighezzo.
Cantine allagate a Borghetto Borbera per innalzamento della falda. A Novi Ligure ad esempio si era allagato un caseggiato dell’Atc di via Ovada per l’intasamento di un collettore fognario. 
Problemi ai sottopassi e sulla strada provinciale per Cassano-Villalvernia.
A Basaluzzo era stata chiusa per allagamento la strada provinciale per Predosa e a Cassano Spinola era stata chiusa la provinciale che porta a Stazzano. Sempre a Stazzano, frane in località Mulino di Sotto con
ostruzione del Rio Vargo e lungo la strada comunale della Capanna.
Come si diceva, una lunga elencazione di danni. Dalla quale però la Regione ha provato almeno a trarre qualche conclusione. Ad esempio, quella che «la vulnerabilità del territorio è confermata soprattutto in concomitanza di intenso utilizzo dei suoli».
Per quanto riguarda l’alessandrino, c’è un problema in più: le frane continuano lentamente a muoversi e la misura reale dei danni «sarà pienamente valutabile solamente nei due-tre mesi a venire». Le cosiddette frane “a cinematica lenta” «non comportano generalmente condizioni di rischio per le persone, ma gli effetti sugli abitati, le infrastrutture e le reti viarie, potrebbero rivelarsi gravi».
Infine il capitolo soldi. La Regione Piemonte infatti spiega che «nella gran parte dei casi gli oneri necessari per il ripristino delle infrastrutture danneggiate e la mitigazione del rischio per le popolazioni trascendono le capacità economiche delle singole amministrazioni. Come noto, infatti, i comuni piemontesi, hanno dimensioni, popolazione, e di conseguenza risorse, estremamente limitate». 

Una posizione condivisa dall’assessore provinciale ai lavori pubblici, il novese Graziano Moro: «Il Nord Ovest è in dissesto idrogeologico, credo sia il caso di chiedere a Renzi di stoppare il finanziamento per il secondo lotto dei lavori del Terzo Valico e di impegnare quei soldi per riassestare il territorio». «Le Regioni non hanno più il becco di un quattrino», ha concluso Moro.
Più chiaro di così.

  fonte: il Novese

lunedì 3 febbraio 2014

DISSESTO IDROGEOLOGICO - I conti spaventano



Viviamo in un Paese ad alto rischio di dissesto idrogeologico.
La "grande opera che serve all'Italia" secondo Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi è un piano nazionale di prevenzione per il dissesto idrogeologico.
La tragedia della Sardegna, l'alluvione di Modena, il treno deragliato per una frana ad Andora, in Liguria, e gli ultimi eventi di Roma...
Dal 1963 al 2012 [1], i morti per disastri idrogeologici sono stati 3.994
3.302 sono le vittime per frane, 692 per inondazioni. Se si aggiungono anche feriti e dispersi, si arriva a quasi 7.000. 
Quasi il 10% del territorio italiano è a rischio: il 5,7% (pari a 17.255 km²) è a rischio frana, il 4,1% (12.263 km²) a rischio inondazione. In questa fetta di territorio, secondo fonte Cresme, abitano quasi 6 milioni di persone, pari al 9,6% della popolazione totale.
Ma il dato che più di tutti colpisce è che quest'area ad alto rischio riguarda l'89% dei nostri Comuni. Ciò significa che nessuno è immune, né al riparo. Ma non è finita. In questa zona critica ci sono 6.250 scuole e 550 ospedali. Quindi si evince una considerazione amara: potenzialmente, frane ed inondazioni potrebbero colpire ovunque e mietere altre vittime in ogni momento.
E la politica che fa? Dorme. O meglio. Fa finta di dormire per non essere costretta a guardare. Premesso che servirebbero politiche serie per frenare il fenomeno dell'abusivismo edilizio ed il cemento selvaggio (una delle cause principali del dissesto idrogeologico), secondo i principali istituti di ricerca ambientali italiani servirebbero circa 40 miliardi di euro per mettere in sicurezza il nostro territorio. Ma qual è la cifra che il nostro governo ha messo al centro con l'ultima legge di Stabilità? 180 milioni di euro per i prossimi 3 anni. Una cifra paurosamente bassa. Quando si opterà per un cambio di rotta? Investire sulla sicurezza idrogeologica dovrebbe essere una priorità, non solo per scongiurare morti inutili ma anche per risparmiare soldi, e tanti. Dagli anni Sessanta ad oggi, i dissesti hanno provocato 61,5 miliardi di euro di danni, più di quanto servirebbe per evitarli. Capiamo che 40 miliardi siano un'enormità... Ma quando si deciderà di investire cifre proporzionali alla minaccia?

 [1]  fonte Irpi-Cnr


http://it.ibtimes.com/articles/62083/20140201/dissestro-idrogeologico-maltempo-frana-alluvione-inondazione-sardegna-modena-governo-disastro-natura.htm

http://www.repubblica.it/ambiente/2014/01/27/news/dissesto_idrogeologico-77070365/ 

venerdì 6 dicembre 2013

SOS torrenti, la Regione interviene negli alvei ostruiti.

 

È una lotta contro il tempo per rimuovere alberi alti fino a venti metri che ostruiscono i corsi d’acqua. L’obiettivo è agire per mettere in sicurezza dal rischio di esondazioni ponti, strade, centri abitati. Rischio concreto, vista la mappa degli interventi di manutenzione urgente elaborata proprio in queste ore dalla Direzione opere pubbliche, difesa suolo e assetto idrogeologico della Regione Piemonte.
i tecnici della Regione e tre squadre forestali addestrate nei contesti ambientali difficili, cominceranno a ripulire l’alveo del torrente Orco all’altezza del ponte di Cuorgnè. Si tratta del primo passo di una lista che pone al centro delle zone a rischio l’Eporediese lungo il rio Ribes tra Fiorano, Loranzè, Colleretto
Giacosa fino alla Pedemontana.
E poi Pavone, dove il Ribes funge da scolmatore della Dora Baltea con una portata di 1263 metri cubi di acqua che possono davvero fare disastri se la vegetazione la blocca. E ancora, in elenco cisono i rii di
Settimo Vittone, Borgofranco, Andrate: «C’è un problema serio con la vegetazioni negli alvei, una criticità urgente per cui bisogna intervenire prima che sia troppo tardi – dice Enzo Palmesano della Regione che fa capo al dirigente Vincenzo Coccolo e per la parte relativa all’operatività a Paolo Fasciano –. A rischio c’è il nodo idraulico nei punti in cui il Ribes, se ostruito, può rompere gli argini allagando le case. I tronchi che andremo a rimuovere rischiano di fare l’effetto diga all’altezza dei ponti, con conseguenze distruttive anche sulle infrastrutture». In ciò la Regione si sta muovendo in accordo con la Comunità montana.
Nel piano è stata coinvolta anche l’Autostrada Torino Ivrea Valle d’Aosta (Ativa), che in conseguenza dell’autorizzazione all’adeguamento in corso del viadotto Marchetti, è tenuta a ripulire a monte e a valle
degli attraversamenti sull’A5 da Ivrea in avanti, più altri interventi ancora all’altezza della bretella di Santhià.
Quanto al consolidamento degli argini per cui l’Eporediese si è visto finanziare 1,8 milioni di euro dei 5 stanziati per tutto il Piemonte, i Comuni interessati dall’alluvione di aprile dovrebbero presentare in
Regione i progetti secondo un cronoprogramma che auspica la fine dei cantieri entro la prossima primavera. I contributi interessano Settimo Vittone e Borgofranco, dove sono stati calcolati danni per 8-10 milioni di euro, e poi Andrate, Nomaglio, Montalto, Quincinetto, Pavone, Ivrea.

fonte: la Sentinella

martedì 3 dicembre 2013

Gli Operai forestali a Cuorgné

 
In seguito all'ordinanza del Comune di Cuorgnè, l’ennesima pulizia e manutenzione idraulica del torrente Orco. Una iniziativa fortemente voluta dal Sindaco Pezzetto nell’ambito del progetto “Cuorgnè più Sicura” il cui progetto, presentato agli Enti di Riferimento, Regione in primis lo scorso agosto a seguito di ripetuti sopraluoghi effettuati personalmente dal Sindaco in collaborazione con il responsabile delle squadre Forestali Regionali Fasciano.
“Si tratta di ripulire dalla fitta vegetazione un tratto importante del torrente Orco, una operazione fatta a fronte di un progetto che ha ovviamente tenuto conto della morfologia del fiume, delle caratteristiche ambientali e del tipo di vegetazione presente - sottolinea Beppe Pezzetto - insisto da quando sono Sindaco su questo tipo di prevenzione, è fondamentale ed indispensabile, e anche per questo voglio ringraziare le squadre Forestali Regionali per il grande supporto che ci hanno dato, e che continuanoa fornirci”.
Ed in effetti il Sindaco di Cuorgnè ha più che ragione a sottolineare l’importanza di queste azioni di prevenzione anche alla luce dei sempre più frequenti improvvisi cambiamenti climatici.

fonte: Voce Canavese