lunedì 20 ottobre 2014

Chi porta le corna è l'ultimo a saperlo, 24 ottobre.

Tutti lo sanno, nessuno lo dice...
molti ne parlano, nessuno ne sa (o quasi)...
Alcuni sindacalisti non accetteranno sbandierando di già l'intento di scioperare,
ma scioperare contro che??
Altri sindacalisti, plausibilmente più in linea coi colori della Giunta C, non sembrano per nulla allarmati...
Cuius regio, eius et religio, dacché qualcuno di noi preoccupato e in procinto di sfoderare la bandiera bianco-verde, altri ancora, tranquilli sotto le rassicurazioni dai colori più caldi.
Ma in definitiva, come i cornuti, tutti lo sanno tranne gli interessati (operai).
Attenderemo il 24 ottobre, data in cui è previsto l'incontro, concordato in seguito alla richiesta sindacale che recita così:

Egregio Assessore, Egregi Dirigenti

Con la presente le scriventi OO.SS.  FAI CISL FLAI CGIL e UILA UIL Piemonte, sono a chiedervi di convocare urgentemente una riunione, allargata alle RSU ed RSA del settore Idraulico Forestale. Le continue indiscrezioni in merito al l'assorbimento degli operai e impiegati forestali da parte dell'IPLA sono diventate col passare dei giorni sempre più insistenti. L'incontro tenutosi il 17 settembre scorso si rivelato soltanto interlocutorio, pertanto le organizzazioni sindacali pretendono che vengano chiarito al più presto quali sono le reali intenzioni della Regione Piemonte riguardo del settore forestale e in cosa consiste il presunto studio di fattibilità eventualmente in atto tra il vostro settore e l'IPLA, del quale, durante la riunione dell'Osservatorio Regionale non è stata fatta menzione.

Inoltre riteniamo fondamentale riprendere la discussione ad oggi sospesa, in riferimento alle stabilizzazioni e sul rinnovo e rispetto di tutti gli aspetti normativi previsti dal C.I.R. che rendono questo confronto estremamente urgente.

Certi che comprenderete l'importanza della nostra richiesta restiamo in attesa di essere convocati urgentemente.

Distinti saluti      

Sorvolando su eventuali refusi, tra le righe, sembra proprio leggere: qui tutti (Operai e DL) ci informano e chiedono di qualcosa che sembra già deciso, volete far sapere anche a noi di che cosa si tratta? Così da poter perlomeno informare gli stessi Operai? Inoltre avevamo in corso dei progetti...nessuno più se ne ricorda?

In attesa del 24 ottobre, quando forse le varie sigle sindacali si capiranno tra loro e valuteranno se sottostare  alle decisioni consiliari oppure reclamare i vari punti previsti da precedenti accordi, o re-iniziare una nuova trattativa, per la volta ennesima, magari in un programma pluriennale (entro l'anno X tutti fissi!!), guarnito di incontri inconcludenti, speranze, prese di posizione inascoltate, come ormai da anni siamo abituati  etcetera etcetera... ascoltiamoci un breve passaggio dell'Assessore Reschignia nella seduta di Consiglio del 14 ottobre.


sabato 18 ottobre 2014

Chiamparino tira la cinghia


Dopo la reprimenda della Corte dei Conti sui disastrati conti della Regione Piemonte e quel debito monstre da 8,5 miliardi, il presidente  annuncia un piano straordinario di riduzione della spesa pubblica che  varrà 50 milioni l’anno, attraverso un secco giro di vite sulle partecipazioni, taglio alle spese del personale e nuova sforbiciata ai costi della politica in Consiglio regionale.

Un piano che rappresenta il primo passo per ottenere dal Governo una dilazione del proprio debito che nella migliore delle ipotesi è di 2,5 miliardi, ma che a fronte dei rilevi sollevati dalla Corte dei Conti, può salire a quota 7,5 miliardi. In ogni caso, osserva l’assessore al Bilancio Aldo Reschigna, la Regione non si trova tanto nell'impossibilità di pagare il pregresso, che è evidente, quanto nell’impossibilità di sostenere qualsiasi politica che non riguardi Sanità e Trasporti, finanziati dal fondo nazionale, se non per la cifra quasi irrisoria  di poco più di 70 milioni, a fronte di capitoli di spesa complessivi, dall’agricoltura, al diritto allo studio, alla cultura, all'ambiente, per circa 500 milioni, che sono gli stanziamenti ordinari di questi anni. “Oggi non siamo in grado di presentare una legge che garantisca equilibri di bilancio”, ha detto Reschigna sottolineando che la situazione di difficoltà esplode per una precisa scelta della giunta, quella di non voler ricorrere ad artifici contabili su entrate ipotetiche che vengono puntualmente smentite dalla realtà, come è avvenuto per le vendite immobiliari contabilizzare dalla giunta precedente, ma mai realizzate, così come sulle restituzioni da parte della finanziaria regionale Finpiemonte . “Le entrate saranno quelle certe”, ha detto l’assessore in una conferenza stampa dopo la giunta di oggi. Tornando sul debito, ha ribadito Reschigna, si tratta di “cifre non recuperabili all'interno del bilancio della Regione”. Nell'incontro che avrà con il ministro Padoan oltre al chiarimento sull’applicazione delle norme che hanno provocato l'intervento della Corte dei Conti ci sarà la richiesta di un intervento straordinario da parte dell’esecutivo.

Nel dettaglio il piano prevede forti risparmi a partire dal personale. Tra i provvedimenti urgenti messi in agenda il governatore ha annunciato il blocco delle assunzioni per i dirigenti, la riduzione delle dirigenze da 131 a meno di cento con eventuale mobilità in uscita per i dipendenti vicini alla pensione. Verranno, inoltre, ridotti gli stipendi dei dirigenti apicali, mentre, in ottemperanza alle norme nazionali, verranno aboliti gli emolumenti per quegli amministratori che già godono di una pensione. Ma visto che deve essere la politica a dare il buon esempio, il governatore annuncerà domani, durante le comunicazioni all’aula, un ulteriore taglio sulle indennità del consiglieri regionali del 10% (al momento è di 6.600 euro).

Capitolo partecipate e patrimonio. L’obiettivo è di ridurre della metà tutti gli uffici regionali decentrati. Si incentiveranno i pensionamenti. Ci sarà la nascita di un’agenzia forestale del Piemonte, che potrebbe inglobare l’Ipla, in modo da valorizzare le risorse economiche dei boschi. Un altro elemento del piano riguarda la riorganizzazione dell’Arpa (l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) che prevede la riduzione dei laboratori, delle sedi decentrate, dei dipartimenti che devono avere riferimento non più le vecchie province ma le quattro aree vaste del Piemonte “senza sacrificare il servizio”. L’assessore ha poi accennato alla costruzione di un'agenzia forestale del Piemonte che, sfruttando le competenze dei circa 500 operai forestali e della controllata Ipla (l’istituto per le piante da legno) abbia il compito di valorizzare le risorse economiche dei boschi arrivando a coprire il 15-20% dei costi. 

Chiamparino ha comunicato, durante una riunione di maggioranza che è in atto un piano di vendita di tutto il patrimonio immobiliare con la sola esclusione di palazzi e stabili con valore storico, architettonico, paesaggistico o ambientale. “Non critico il passato, ma quel passato non siamo più in grado di reggerlo”, ha detto Reschigna. “Se questo piano fallisce - ha concluso Reschigna - io non solo mi sentirei sconfitto, ma umiliato perché so le conseguenze di un fallimento che renderebbe problematica e precaria la vita di alcuni lavoratori”.

fonte: Lo Spiffero
http://www.lospiffero.com/buco-della-serratura/chiamparino-tira-la-cinghia-ecco-i-tagli-18498.html

venerdì 17 ottobre 2014

Dissesto idrogeologico in Piemonte

 




 VERBANIA, 14 OTT - E' stata chiusa nella notte la Statale 34 del lago Maggiore, tra Cannobio e il confine di Stato, all'altezza del bivio di S. Agata.A causa del maltempo delle ultime ore, dalla montagna sono caduti fango e alberi. Nessuno è rimasto ferito; l'arteria è stata subito liberata. Si attende l'arrivo dei tecnici di Anas per verificare che non ci siano massi pericolanti. Stamattina i lavoratori frontalieri che si recano in Svizzera hanno raggiunto il lavoro lungo la strada Centovalli o in battello.



ALESSANDRIA, 14 OTT - Non piove più in provincia di Alessandria, colpita ieri da una violenta ondata di maltempo, ma resta alta l'allerta per il rischio frane. Le idrovore sono al lavoro per liberare strade ed edifici allagati ed oggi si effettueranno i sopralluoghi necessari per la prima stima dei danni. "Abbiamo chiesto alla Regione di chiedere lo stato di calamità, sono indispensabili nuove risorse", afferma Rocchino Muliere, sindaco di Novi Ligure. Oggi vertice in prefettura e scuole chiuse.


14 OTT - Il presidente della regione Piemonte Sergio Chiamparino, intervenendo, questa mattina in Consiglio Regionale, ha annunciato la decisione di chiedere al governo il riconoscimento dello stato di calamità naturale per il Piemonte. Chiamparino ha detto che oggi pomeriggio, alle 16.00, in prefettura ad Alessandria, firmerà la richiesta al governo del riconoscimento dello stato di emergenza per la regione. Immediatamente verranno stanziati cinque milioni di euro per le situazioni più urgenti dalla Regione.

giovedì 16 ottobre 2014

5 anni di tagli per rientrare



Un piano di tagli lacrime e sangue da completare in cinque anni per arrivare alla fine della legislatura a risparmiare 50 milioni l’anno sui costi della macchina Regione.
Dentro ci sono la vendita dei palazzi regionali, il taglio delle sedi decentrate dell’Arpa e la riorganizzazione del sistema delle partecipate regionali. In cambio di questa manovra il Piemonte chiederà l’intervento straordinario del governo per ottenere la rateizzazione di un debito di 2 miliardi
(450 euro a testa per ogni piemontese, neonati compresi) e anche un’interpretazione autentica sull’uso delle anticipazioni della legge 35, lo sblocca crediti. L’intervento del governo è vitale per il futuro del
Piemonte perché «i fondi liberi, il netto di quelli che serviranno per coprire le spese obbligatorie sono 70 milioni». E questo vuol dire non avere i soldi «per pagare le politiche sociali, il diritto allo studio, le
politiche culturali e quelle di welfare», spiegaReschigna. E se «laRegione «chiude il rubinetto (nel bilancio 2014 l’ammontare dei fondi liberi era di 500milioni) sono a rischio centinaia di posti di lavoro
negli enti strumentali dal Csi all’Arpa, dai forestali alla galassia di Finpiemonte », prosegue il numero 2 della giunta Chiamparino. In tutto si tratta di circa 4.000 persone e non è un caso che una parte degli interventi messi a punto dalla giunta riguarda anche la riorganizzazione di questa galassia.

Responsabilità e conflitto
Il vicepresidente della Giunta l’ha messa giù così: «Dobbiamo reagire: le alternative sono licenziare i dipendenti, aumentare le tasse alle stelle ostare fermi e tenere in piedi la Regione solo per pagare stipendi e struttura». E la reazione consiste nella decisione di «governare il sistema varando una
riforma radicale dellaRegione».
«Una riforma tanto forte - spiegaReschigna - chenonmancherà di creare grandi conflittualità». Da qui l’appello al senso di responsabilità dell’opposizione ma anchedei sindacati (gli autonomi del Csa sono già sul piede di guerra): «Nonmi permetto di giudicare il passatoma dico che quel passato non siamo più in grado di reggerlo».

Nuove criticitàdibilancio
Che cosa è successo? La corte dei conti ha parificato il rendiconto di bilancio 2013 con un saldo negativo di 2,5 miliardi.
Anche in questo caso l’intervento del governo è vitale perchè il Piemonte chiede un’interpretazione
autentica sull’uso dei fondi della legge 35 che dovrebbe riconoscere la bontà dell’iscrizione a bilancio
di quelle anticipazioni, di fatto dettate dal ministero delle Finanze.
Se così fosse il debito scenderebbe sotto quota un miliardo a cui si dovrebbero aggiungere i 670 milioni di fondi statali da reimpostare e almeno 750 milioni derivante dalla ricognizione sulla contabilizzazione
dei residui attivi e passivi del passato. In tutto fa due miliardi che diventeranno oggetto della trattativa con il governo per ottenere il «salva Piemonte». E questa la cifra su cui sta ragionando la giunta
Chiamparino convinta che l’interpretazione del governo dovrebbe superare le osservazioni che hanno spinto la sezione di controllo della Corte dei Conti ad impugnare i documenti contabili di fronte alla
Corte Costituzionale. Se risultasse valida la chiave di lettura dei giudici contabili il buco arriverebbe a 7,5 miliardi, cioè 1690 per ciascun piemontese, anche qui neonati compresi.

Solo le entrate esigibili
Reschigna ha spiegato che «ad oggi la regione non è in grado di presentare un bilancio con garanzie di pareggio a meno che non si voglia alterarlo nelle entrate», spiega ancora Reschigna.
Questo vuol dire, ad esempio, cancellare 100 milioni di introiti da Finpiemonte o gli 80 derivanti dalle entrate delle alienazioni perché «non sono esigibili». Se questa è la strada imboccata allora «il bilancio
conterrà dei conti drammatici ma abbiamo deciso di affrontarli in questa legislatura senza rinviarli al futuro e senza pesare ulteriormente sulle nuove generazioni».
Una linea condivisa dai vertici del centrosinistra (Gariglio per il pd, Grimaldi di Sel e Portas dei Moderati) che hanno partecipato alla conferenza stampa di Reschigna.

fonte La Stampa

mercoledì 15 ottobre 2014

14 ottobre 2014, Consiglio Regionale

ore 10,30Gianna Gancia (LN) e Sozzani Diego (FI) evidenziano la problematica della pulizia fiumi a seguire l'intervento di Stefania Batzella (M5S) e Francesca Frediani (M5S) sul tema dell' investire i soldi in opere che mettono in sicurezza il territorio e non in grandi cantieri.
Il vice pres. Reschigna da comunicazione in merito al giudizio di parificazione del bilancio regionale da parte della Corte dei Conti e afferma:
"il prossimo biennio sarà decisamente problematico,non sono in grado di presentare un bilancio che garantisca equilibrio"
"è necessaria una riorganizzazione del sistema Regione , non verranno toccati i posti di lavoro"
"la Regione Piemonte richiederà un intervento straordinario per uscire dalla crisi,da soli non siamo in grado
"per noi il personale non è un problema ma una risorsa"
"è necessario iniziare un processo che riduca i laboratori dell' Arpa"

ore 11,30Pichetto: "questa situazione debitoria si è creata in questi anni per la riduzione dei trasferimenti dallo Stato"
Mario Giaccone (Chiamparino per il Piemonte): "è necessario far prevalere un senso di responsabilità collettivo,tutelare i livelli di servizio"
Marco Grimaldi (SEL) "senza un intervento da parte dello Stato,il bilancio della Regione Piemonte non verrà risanato"

ore 12,30
Sergio Chiamparino  "chiederemo una rinegoziazione del debito, una forma di contributo straordinario,non aumenterò le tasse"
"se dovessimo essere costretti ad aumentare l'IRAP mi dimetterò da Presidente"
"non scarico la responsabilità su nessuno,mi assumo l'onere di risolvere la situazione critica"

Il presidente Laus chiude la seduta,riprenderà alle 14.30 e terminerà verso le 20,00 con discussioni lontane dalla realtà forestale per cui si omettono tutti i vari interventi dei consiglieri.

martedì 14 ottobre 2014

Dove colpirà la scure della giunta

Nella foto, i dipendenti dell'Ipla, sdraiati a terra, protestano davanti al Palazzo della Regione

«Non è il tempo di egoismi».È l’accorato appello di Aldo Reschigna, vicepresidente della giunta regionale, annunciando la manovra lacrime e sangue che la giunta Chiamparino si appresta ad annunciare
nei dettagli questa mattina in Consiglio regionale.
Martedì 14, si capirà se dal punto di vista politico il richiamo al senso di responsabilità delle opposizioni
otterrà delle risposte.
Lo stesso Reschigna si rende conto che di «una riforma tanto forte non mancherà di creare grandi
conflittualità». Una riforma che, nel 2019 dovrebbe portare ad un risparmio di 50 milioni l’anno.

- Personale ,Arpa e forestali
Al tavolo della trattativa con il governo il Piemonte vuole presentarsi con «una riorganizzazione di tutti gli uffici decentrati: ne resteranno operativi la metà». E poi entro il 2015 il numero dei dirigenti dovrà ridursi da 131 a meno di 100 ma «cancellando il precedente accordo sulla rottamazione che regalava 24 mensilità indipendentemente dai mesi mancanti al pensionamento».
Anche gli enti strumentali verranno riorganizzati. In primis l’Arpa dove si taglieranno laboratori e delle sedi decentrate.
Si punta alla nascita dell’agenzia forestale del Piemonte dove far confluire i 500 forestali e i 50 dipendenti dell’Ipla con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio dei boschi (pellet e biomasse) per coprire il 15/20% dei costi.

- FinPiemontedimezzata
Il mondo delle Partecipate sarà completamente riorganizzato con accorpamenti e liquidazioni. FinPiemonte, lafinanziariaregionale, e FinPiemonte partecipazione, la holding delle partecipate,
saranno riunificate con alcune competenzefinanziariecheritorneranno in campo alla regione

- La venditadegli immobili
«Metteremo in vendita tutto il patrimonio tranne le strutture di valenza culturale e paesaggistica», spiega il vicepresidente della Giunta. Si parte dal Palazzo di piazza castello fino alla villa di via Petrarca o all’immobile di via PrincipeAmedeo. Non sarà ceduto l’immobile di corso Bolzano «dove saranno collocati l’Ires e gli altri enti strumentali che non pagheranno più l’affitto ai privati».

- Il contributodi solidarietàIn attesa di una legge organica per ridurre le indennità dei consiglieri e degli assessori la giunta, in accordo con i partiti del centrosinistra, è intenzionata a chiedere un contributo di solidarietà di almeno il 10% dell’indennità: prevista anche una riduzione dei premi di risultato per i dirigenti.

fonte La Stampa

Riapre il Buco di Viso

Il sopralluogo al Buco di Viso e al Colle delle Traversette
con l’assessore Valmaggia e il consigliere regionale Allemano
 Il 15 ottobre verrà riaperto il traforo transfrontaliero più antico delle Alpi, quello del Buco di Viso, appena sotto il colle delle Traversette, oggetto di un intervento di recupero avviato dalla Regione in collaborazione con il Parco del Po. Valorizzare la rete escursionistica regionale, ripristinare lo storico Buco di Viso e creare un unico itinerario escursionistico che comprenda il Tour del Viso e il Tour del
Granero sono gli obiettivi del progetto oggi portati a termine.
«Il 15 ottobre sarà una data da ricordare - spiega l'assessore alla Montagna Alberto Vamaggia -. I lavori al Buco di Viso sono un esempio concreto di quanto si sta facendo per rilanciare la rete escursionistica piemontese, avendo un occhio di riguardo per il valore storico legato a questi percorsi e per il valore che assume la manutenzione degli stessi grazie al lavoro degli operai forestali della Regione e dei volontari che amano la montagna».
Da anni l'assessorato allo Sviluppo della Montagna è impegnato a normare, a regolamentare, ma soprattutto a sviluppare una tipologia di turismo che vede una domanda in forte crescita in tutta Europa; questo grazie a un impiego capillare di fondi europei attraverso il Programma di sviluppo rurale.

lunedì 13 ottobre 2014

Elogio ai colleghi della squadra 95 Langa Cebana

 
A fine settembre a Castelnuovo di Ceva (CN) si è svolto un intervento programmato di pulitura, taglio piante ingombranti o pericolose e per dar luce a strade comunali inghiottite dalla vegetazione curato dalle squadre forestali regionali.
 «Vorrei ringraziare – spiega il sindaco Mauro Rebuf o – in primis la squadra “Langa Cebana n. 95” per l’eccellente lavoro svolto, il dottor Francesco Caruso dirigente settore forestale della Regione Piemonte e il dottor Alessandro Turco direttore dei lavori, per l’organizzazione e il coordinamento del servizio. Da oggi, due strade comunali di vitale importanza per il nostro paese sono di nuovo agevolmente percorribili da mezzi di trasporto e all’occorrenza da mezzi di soccorso.
La squadra forestale della Regione Piemonte ha svolto un servizio prezioso, impegnandosi per una decina di giorni nel lavoro manuale di taglio piante e arbusti ai lati delle strade con l’accatastamento del
legname e dei rami. Oggi più che mai le nostre Amministrazioni non hanno mezzi e risorse economiche
per ef ettuare queste tipologie di interventi che oltre a valorizzare il patrimonio culturale e naturalistico
di siti montani salvaguardano non solo il territorio in sé ma sono il baluardo per la sicurezza e l’incolumità delle zone a valle in concomitanza con eventi calamitosi di grande portata, basti pensare
l’importanza di poter raggiungere località lontane dal concentrico con mezzi idonei in caso di incendi,
dissesti idrogeologici, smarrimento di persone, oltre naturalmente migliorare la vivibilità e l’usabilità del territorio da parte dei residenti e degli amanti della natura. Per questo motivo voglio elogiare questo servizio della Regione Piemonte che nel mezzo di tanta negatività funziona egregiamente
con la speranza di mai sentire la parola “tagli” ma semmai potenziamenti
»

fonte:Unione Monregalese